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Account orfani: cosa sono, rischi e come prevenirli con i sistemi IAM
INDICE
- Account orfani: cosa sono e perché rappresentano un rischio?
- Come si creano gli account orfani nei sistemi aziendali?
- Qual è la differenza tra account orfani, inattivi e disabilitati?
- Quali rischi comportano gli account orfani per la cybersecurity?
- Come identificare e prevenire gli account orfani con i sistemi IAM?
- Come IAM e IGA automatizzano provisioning e deprovisioning?
Account orfani: cosa sono e perché rappresentano un rischio?
Gli account orfani sono account che continuano a essere presenti e, in alcuni casi, attivi all’interno di directory, applicazioni e sistemi aziendali anche quando la persona a cui erano associati non lavora più per l’organizzazione o non ricopre più il ruolo che ne giustificava l’accesso. Il problema nasce quindi dalla mancanza di un proprietario effettivamente responsabile dell’account, che può continuare a disporre dei permessi precedentemente assegnati.
Queste identità rappresentano un rischio per la sicurezza perché combinano assenza di controllo, permessi potenzialmente non più necessari e scarsa visibilità sulle attività. Un account non correttamente disattivato può infatti diventare un punto di accesso alle risorse aziendali e ai dati sensibili, aumentando il rischio di utilizzi impropri da parte di ex dipendenti o soggetti esterni.
Come si creano gli account orfani nei sistemi aziendali?
Gli account orfani sono spesso il risultato di una gestione non coordinata del ciclo di vita degli utenti. Uno dei casi più comuni si verifica quando l’uscita di un dipendente non viene comunicata tempestivamente ai team IT o quando la disattivazione degli account deve essere effettuata manualmente su numerosi sistemi e applicazioni.
Il problema può manifestarsi anche in occasione di cambi di ruolo, riorganizzazioni aziendali o trasferimenti interni, quando i vecchi permessi non vengono rimossi e si accumulano nel tempo. Altri casi riguardano collaboratori, consulenti e fornitori ai quali vengono assegnati account temporanei che non vengono revocati alla scadenza del rapporto. Anche migrazioni di sistemi, fusioni e acquisizioni possono contribuire alla permanenza di account non più associati a utenti attivi, soprattutto quando le diverse infrastrutture non vengono correttamente allineate.
Qual è la differenza tra account orfani, inattivi e disabilitati?
Sebbene possano sembrare situazioni simili, account orfani, inattivi e disabilitati descrivono condizioni differenti:
- Account orfano: è ancora presente e potenzialmente attivo in un sistema, ma non è più associato a una persona o a un responsabile che abbia un ruolo attuale nell’organizzazione.
- Account inattivo: appartiene a un utente identificabile, ma non viene utilizzato da un periodo prolungato. L’utente, tuttavia, può essere ancora parte dell’organizzazione.
- Account disabilitato: è stato esplicitamente sospeso o disattivato e non dovrebbe quindi consentire l’accesso. Se la disabilitazione non viene completata correttamente, però, possono rimanere processi o autorizzazioni attive, dando origine al cosiddetto account zombie.
Distinguere queste situazioni è importante per stabilire quale intervento adottare e valutare correttamente il livello di rischio associato a ciascun account.
Quali rischi comportano gli account orfani per la cybersecurity?
La presenza di account orfani può aumentare significativamente la superficie di attacco di un’organizzazione. Account ancora dotati di credenziali e autorizzazioni possono infatti essere sfruttati per ottenere accessi non autorizzati e raggiungere dati o sistemi aziendali, con possibili conseguenze economiche, operative e reputazionali.
Il rischio riguarda anche la conformità normativa, poiché una gestione non adeguata degli accessi può creare criticità rispetto a requisiti previsti da normative e standard come GDPR, SOX e HIPAA. A questo si aggiungono le difficoltà durante gli audit, la necessità di dedicare risorse al controllo di account non più necessari e il rischio di insider threat, soprattutto quando le credenziali appartengono a ex dipendenti o collaboratori.
Gli account orfani possono inoltre essere sfruttati dagli attaccanti come punti di ingresso poco visibili. Tecniche come credential stuffing e password guessing, oppure l’utilizzo di credenziali già compromesse.
Come identificare e prevenire gli account orfani con i sistemi IAM?
I sistemi IAM e IGA possono individuare gli account orfani attraverso processi automatizzati di riconciliazione, confrontando gli account presenti nelle directory e nelle applicazioni con i dati dell’azienda, come quelli provenienti dal sistema HR. Quando viene rilevato un account attivo associato a un’identità non più presente o attiva, il sistema può segnalarlo e avviare procedure di verifica, disabilitazione o rimozione.
La prevenzione si basa invece sull’automazione del ciclo di vita delle identità (Joiner-Mover-Leaver), collegando i processi HR all’infrastruttura IT affinché ogni variazione relativa a un dipendente si rifletta tempestivamente sui suoi accessi.
Provisioning e deprovisioning, insieme a RBAC, principio del least privilege e gestione degli account temporanei, permettono di mantenere aggiornati gli accessi. Funzionalità come SSO e MFA contribuiscono inoltre a rafforzare la sicurezza e a ridurre il rischio legato alle credenziali inutilizzate.
Come IAM e IGA automatizzano provisioning e deprovisioning?
I sistemi IAM e IGA automatizzano la gestione del ciclo di vita delle identità, riducendo gli interventi manuali e il rischio di account orfani. Attraverso l’integrazione con sistemi HR, directory e applicazioni, possono attivare flussi di lavoro automatici per la creazione, modifica e revoca degli accessi, assegnando agli utenti i permessi necessari in base al ruolo e rimuovendoli quando non sono più autorizzati.
Yookey, basata su Keycloak, si integra nativamente con YooPoint, la soluzione IGA di E-time, per supportare la gestione del ciclo di vita delle identità e degli accessi. Questa integrazione permette di coordinare i processi di provisioning e deprovisioning, contribuendo a garantire che gli accessi vengano assegnati e revocati in modo coerente e tempestivo.
Cos’è il provisioning e deprovisioning utenti e come automatizzarlo
INDICE
- Cos’è il provisioning utenti?
- Cos’è il deprovisioning utenti?
- Provisioning e deprovisioning: quali sono le differenze?
- Come funziona il provisioning automatico degli account
- Provisioning e deprovisioning: esempi pratici di utilizzo
- Provisioning utenti, Single Sign-On e Identity Governance: come lavorano insieme in Yookey
Cos'è il provisioning utenti?
Il provisioning degli utenti è il processo di creazione, configurazione e gestione delle identità e degli account utente all’interno dei sistemi, dei dispositivi e delle reti di un’organizzazione.
Questa pratica è fondamentale per garantire che dipendenti, collaboratori o partner ottengano tempestivamente le autorizzazioni e i privilegi di accesso appropriati per utilizzare le risorse aziendali necessarie al loro lavoro,,. Spesso, il provisioning si basa sull’assegnazione automatica dei permessi in base al ruolo (RBAC).
Cos'è il deprovisioning utenti?
Il deprovisioning è il processo opposto, ovvero la revoca dei permessi di accesso, unita alla disattivazione o all’eliminazione degli account. Avviene tipicamente quando un dipendente lascia l’azienda, cambia dipartimento o semplicemente non necessita più di determinati privilegi per svolgere le sue mansioni.
L’obiettivo del deprovisioning è garantire che le risorse aziendali rimangano protette, prevenendo accessi indesiderati da parte di personale non più autorizzato,.
Provisioning e deprovisioning: quali sono le differenze?
La differenza principale risiede nel loro scopo all’interno del ciclo di vita dell’utente: il provisioning si concentra sull’abilitazione e sulla produttività, creando le identità e distribuendo gli strumenti necessari affinché una persona possa iniziare a lavorare.
Il deprovisioning, invece, ha uno scopo prettamente legato alla sicurezza informatica e alla protezione dei dati, rimuovendo quegli stessi privilegi e chiudendo le porte d’accesso al sistema quando il rapporto di lavoro termina o il ruolo cambia.
Come funziona il provisioning automatico degli account
Il provisioning automatico sfrutta sistemi di gestione delle identità (IAM) che dialogano direttamente con le directory aziendali o le piattaforme delle Risorse Umane (HR). Quando si verifica un evento, come l’inserimento di un nuovo dipendente nel gestionale HR, il sistema applica automaticamente regole predefinite e protocolli standardizzati come SCIM per creare account, assegnare permessi in base al ruolo dell’utente e aggiornarli in modo sincronizzato su tutte le app aziendali, senza intervento manuale.
L’automazione porta enormi benefici in termini di sicurezza, efficienza operativa e risparmio economico. Automatizzando questi processi, le aziende eliminano i ritardi e gli errori umani tipici delle configurazioni manuali, permettendo ai team IT di concentrarsi su attività a maggior valore aggiunto,. Sul fronte della sicurezza, si garantisce un’applicazione coerente delle policy aziendali e la certezza matematica che gli accessi vengano revocati immediatamente all’uscita di un dipendente, facilitando così anche il rispetto delle normative.
Provisioning e deprovisioning: esempi pratici di utilizzo
Un esempio pratico è l’ingresso di un marketing manager: il sistema gli assegna in automatico le credenziali per i software di gestione CRM e di analisi, mentre a un analista finanziario abilita l’accesso ai database contabili.
Un altro esempio interessante è il provisioning Just-In-Time (JIT), dove l’account per un’app cloud non viene creato preventivamente, ma generato dinamicamente al primo tentativo di accesso tramite Single Sign-On (SSO) sfruttando standard come SAML. Nel deprovisioning, un esempio è la disattivazione immediata e simultanea di VPN, e-mail e software SaaS non appena il sistema HR registra la fine del contratto di un collaboratore.
Provisioning utenti, Single Sign-On e Identity Governance: come lavorano insieme in Yookey
Questi tre strumenti compongono un ecosistema completo per la sicurezza delle identità. Il provisioning agisce per primo, creando e disattivando operativamente gli account sui vari sistemi. Il Single Sign-On (SSO) interviene poi per l’autenticazione, permettendo agli utenti di accedere con un unico login a tutte le applicazioni autorizzate.
Yookey, la piattaforma IAM basata su Keycloak, integra funzionalità di Single Sign-On (SSO), Multi-Factor Authentication (MFA) e federazione delle identità, consentendo di centralizzare la gestione degli accessi.
Infine, le piattaforme di Identity Governance and Administration (IGA) vigilano sull’intero ciclo di vita delle identità, offrendo report di conformità, revisioni degli accessi e applicando politiche come la Separation of Duties (SoD).
YooPoint completa questo ecosistema, automatizzando la governance delle identità, dei ruoli e delle autorizzazioni per garantire sicurezza e conformità.
Onboarding e Offboarding utenti: come automatizzare l’Identity Lifecycle Management
INDICE
- Onboarding utenti: cos’è e perché è fondamentale per la produttività
- Identity Lifecycle Management: gestione completa del ciclo di vita delle identità
- Offboarding utenti: la fase più critica per la sicurezza informatica
- Come automatizzare onboarding e offboarding degli utenti
- Benefici dell’automazione del ciclo di vita delle identità
- Software IGA: governance delle identità e automazione avanzata
- Yookey IAM e YooPoint IGA: piattaforma integrata di governance delle identità
Onboarding utenti: cos’è e perché è fondamentale per la produttività
L’onboarding utenti rappresenta la fase iniziale del ciclo di vita delle identità digitali. Durante questo processo viene creata l’identità del nuovo collaboratore e vengono assegnati gli accessi necessari per svolgere le proprie attività operative fin dal primo giorno di lavoro.
Quando l’onboarding viene gestito manualmente, le organizzazioni possono incontrare numerose difficoltà: ritardi nell’attivazione degli account, errori nella configurazione dei permessi, attività ripetitive per il reparto IT e mancanza di standardizzazione. Queste inefficienze rallentano l’inserimento dei nuovi dipendenti e ne limitano la produttività, generando costi operativi e disservizi interni.
Identity Lifecycle Management: gestione completa del ciclo di vita delle identità
L’Identity Lifecycle Management (ILM) comprende l’insieme dei processi che governano la creazione, l’aggiornamento e la dismissione delle identità digitali all’interno di un’organizzazione.
La gestione del ciclo di vita degli utenti include l’assegnazione degli accessi, la modifica dei privilegi, le verifiche periodiche di conformità e la revoca delle autorizzazioni al termine del rapporto di lavoro.
Un approccio strutturato all’Identity Lifecycle Management consente di mantenere allineati ruoli aziendali, permessi e policy di sicurezza durante tutte le fasi del ciclo di vita.
Offboarding utenti: la fase più critica per la sicurezza informatica
L’offboarding rappresenta il momento conclusivo del ciclo di vita delle identità ed è spesso considerato uno dei processi più delicati dal punto di vista della cybersecurity.
Una gestione inefficace della disattivazione degli account può lasciare attivi utenti, credenziali e privilegi non più necessari. Questi account inutilizzati, spesso definiti account orfani, costituiscono un potenziale punto di ingresso per accessi non autorizzati e violazioni dei dati.
Automatizzare la revoca degli accessi consente di eliminare tempestivamente privilegi, appartenenze ai gruppi e licenze software, riducendo significativamente il rischio di esposizione e migliorando il controllo sugli asset digitali aziendali.
Come automatizzare onboarding e offboarding degli utenti
L’automazione del ciclo di vita delle identità si basa sull’integrazione tra sistemi HR, directory aziendali e piattaforme di gestione delle identità.
Quando un nuovo dipendente viene registrato nel sistema HR, i workflow automatizzati possono creare immediatamente l’identità digitale, assegnare il ruolo corretto e attivare gli account necessari sulle applicazioni aziendali. Allo stesso modo, in caso di cessazione del rapporto di lavoro, il sistema può revocare automaticamente gli accessi, rimuovere le autorizzazioni e recuperare le licenze assegnate.
Questo approccio elimina gran parte delle attività manuali, accelera i processi e garantisce una gestione coerente delle policy aziendali.
Perché la gestione manuale del ciclo di vita utenti non è più sostenibile
Molte organizzazioni continuano a gestire onboarding, modifiche degli accessi e offboarding attraverso attività manuali, fogli di calcolo o procedure non standardizzate. Questo approccio aumenta il rischio di errori umani e rende difficile mantenere una visione aggiornata delle autorizzazioni assegnate agli utenti.
La diffusione di applicazioni cloud e fenomeni come lo Shadow IT rendono inoltre sempre più complesso monitorare tutti gli accessi attivi. Di conseguenza, licenze inutilizzate, permessi eccessivi e account dimenticati tendono ad accumularsi nel tempo, generando inefficienze operative, criticità di sicurezza e problemi durante gli audit di conformità.
Benefici dell’automazione del ciclo di vita delle identità
Automatizzare la gestione delle identità offre vantaggi concreti:
- riduzione delle attività manuali per il reparto IT
- accelerazione dei processi di onboarding e offboarding
- maggiore controllo sugli accessi aziendali
- applicazione del principio del privilegio minimo
- riduzione del rischio di accessi non autorizzati
- ottimizzazione dei costi delle licenze software
- audit trail completi per compliance
Software IGA: governance delle identità e automazione avanzata
Le piattaforme di Identity Governance and Administration (IGA) permettono di controllare e governare l’intero ecosistema delle identità digitali, garantendo che ogni utente disponga esclusivamente degli accessi necessari alle proprie mansioni.
I software IGA automatizzano attività fondamentali come l’assegnazione dei permessi, le campagne di revisione degli accessi, le certificazioni periodiche e il controllo della conformità normativa. Grazie a modelli basati sul Role-Based Access Control (RBAC), le autorizzazioni vengono assegnate in modo coerente in base al ruolo aziendale.
Le soluzioni più evolute integrano inoltre funzionalità di intelligenza artificiale e analisi comportamentale per individuare anomalie, rilevare privilegi eccessivi e suggerire automaticamente i diritti di accesso più appropriati.
Yookey IAM e YooPoint IGA: piattaforma integrata di governance delle identità
Per ottenere un controllo completo sul ciclo di vita delle identità digitali è essenziale integrare le funzionalità di Identity Access Management (IAM) e Identity Governance and Administration (IGA). In questo scenario, Yookey IAM e YooPoint IGA lavorano in sinergia: il primo gestisce autenticazione, SSO, MFA e accesso alle applicazioni aziendali, mentre il secondo si occupa di ruoli, autorizzazioni, processi di approvazione e compliance.
L’integrazione tra le due piattaforme consente di automatizzare l’intero identity lifecycle, dall’onboarding all’offboarding, garantendo accessi sempre coerenti con i ruoli aziendali. Questo approccio riduce i rischi di accessi non autorizzati, migliora la compliance e semplifica la gestione delle identità in un unico ecosistema sicuro e scalabile.
Cos’è l’Identity Governance and Administration (IGA) e come funziona nella gestione delle identità digitali
INDICE
- Cos’è l’Identity Governance and Administration (IGA): definizione completa
- Identity Governance and Administration (IGA): obiettivi e casi d’uso in azienda
- Perché l’IGA è fondamentale nella gestione delle identità digitali e della sicurezza IT
- Quali sono le componenti di un sistema IGA: identity lifecycle, ruoli, policy e controllo accessi
- Identity Lifecycle Management: provisioning, aggiornamento e dismissione degli utenti
- Come IGA e IAM lavorano insieme nella gestione delle identità digitali
- Integrazione tra YooPoint IGA e Yookey IAM: governance e gestione degli accessi
Cos’è l’Identity Governance and Administration (IGA): definizione completa
L’Identity Governance and Administration (IGA) è l’insieme di processi, regole e tecnologie che consentono alle organizzazioni di governare in modo efficace le identità digitali e i relativi diritti di accesso ai sistemi aziendali. Il suo obiettivo è garantire che ogni utente disponga esclusivamente delle autorizzazioni necessarie per svolgere le proprie attività, nel rispetto delle politiche di sicurezza e dei requisiti normativi.
Le piattaforme IGA combinano due aspetti complementari: da un lato la governance delle identità, che assicura controllo, visibilità e conformità; dall’altro l’amministrazione delle identità, che gestisce operativamente attività come la creazione degli account, l’assegnazione dei permessi e la loro revoca.
Identity Governance and Administration (IGA): obiettivi e casi d’uso in azienda
L’IGA nasce dall’esigenza di controllare in modo strutturato chi può accedere alle risorse aziendali, quali autorizzazioni possiede e per quanto tempo tali autorizzazioni rimangono valide. Questo approccio permette di ridurre i rischi legati agli accessi impropri, aumentare la tracciabilità delle operazioni e migliorare la sicurezza informatica dell’organizzazione.
Le soluzioni IGA trovano applicazione in numerosi settori. In ambito sanitario aiutano a proteggere dati sensibili e cartelle cliniche; nel settore finanziario consentono di monitorare privilegi e conflitti di ruolo; nelle organizzazioni che utilizzano servizi cloud e applicazioni SaaS facilitano la gestione automatizzata degli accessi su ambienti complessi e distribuiti.
Perché l’IGA è fondamentale nella gestione delle identità digitali e della sicurezza IT
La crescente diffusione di ambienti cloud, infrastrutture ibride e applicazioni distribuite ha reso sempre più difficile gestire manualmente utenti, ruoli e autorizzazioni. In questo contesto, un sistema IGA consente di mantenere il controllo centralizzato degli accessi e di ridurre il rischio di esposizione delle risorse aziendali.
L’adozione di politiche basate sul principio del minimo privilegio permette infatti di assegnare a ciascun utente soltanto i permessi realmente necessari, limitando la possibilità che account compromessi o configurazioni errate possano diventare un vettore di attacco per l’organizzazione.
Quali sono le componenti di un sistema IGA: identity lifecycle, ruoli, policy e controllo accessi
Una piattaforma IGA si basa su diversi elementi che lavorano in modo coordinato per garantire il controllo delle identità digitali. Tra questi rientrano la gestione del ciclo di vita degli utenti, la definizione dei ruoli aziendali, l’applicazione delle policy di accesso e le attività di revisione periodica delle autorizzazioni.
Particolare importanza assumono modelli come il Role-Based Access Control (RBAC), che consente di assegnare i permessi in base al ruolo ricoperto, e la Separation of Duties (SoD), utilizzata per evitare situazioni in cui un singolo utente possa accumulare privilegi incompatibili tra loro.
Identity Lifecycle Management: provisioning, aggiornamento e dismissione degli utenti
La gestione del ciclo di vita delle identità accompagna l’utente in tutte le fasi della sua permanenza all’interno dell’organizzazione, dalla creazione dell’account fino alla sua disattivazione.
In fase di onboarding, il sistema IGA può automatizzare la creazione degli account e l’assegnazione dei permessi in base al ruolo aziendale. Durante il percorso lavorativo, eventuali cambi di mansione o struttura organizzativa vengono gestiti aggiornando in modo dinamico autorizzazioni e attributi, mantenendo sempre coerenza con le policy aziendali.
Parallelamente, l’automazione dei processi IGA consente di eliminare molte attività manuali legate alla gestione degli accessi, grazie a workflow e regole predefinite che regolano approvazioni, assegnazioni e revoche dei privilegi. Questo approccio garantisce maggiore efficienza operativa, riduce il rischio di errori umani e assicura che ogni modifica agli accessi venga applicata in modo tempestivo e controllato lungo tutto il ciclo di vita dell’identità.
Come IGA e IAM lavorano insieme nella gestione delle identità digitali
Sebbene svolgano funzioni diverse, Identity Governance and Administration (IGA) e Identity and Access Management (IAM) sono tecnologie complementari che lavorano insieme per garantire una gestione sicura delle identità digitali.
Le soluzioni IAM si occupano degli aspetti operativi degli accessi, come autenticazione, autorizzazione, Single Sign-On (SSO) e gestione delle credenziali, mentre l’IGA introduce un livello di governance che verifica la correttezza, la conformità e la coerenza delle autorizzazioni assegnate agli utenti.
Integrando IGA e IAM, le organizzazioni possono centralizzare il controllo delle identità, automatizzare i processi di provisioning e applicare policy di sicurezza uniformi su sistemi cloud e applicazioni aziendali, migliorando sicurezza, compliance e tracciabilità degli accessi.
Integrazione tra YooPoint IGA e Yookey IAM: governance e gestione degli accessi
L’integrazione tra YooPoint, la soluzione di Identity Governance and Administration (IGA), e Yookey, la piattaforma Identity and Access Management (IAM) basata su Keycloak, consente di unificare governance e gestione operativa delle identità digitali all’interno di un unico ecosistema. In questo modello, Yoopoint governa ruoli, autorizzazioni e processi di approvazione degli accessi, mentre Yookey si occupa dell’autenticazione degli utenti e dell’applicazione delle policy di accesso attraverso funzionalità come Single Sign-On (SSO), Multi-Factor Authentication (MFA) e federazione delle identità.
La connessione tra le due piattaforme permette di automatizzare l’intero ciclo di vita delle identità, dalla creazione degli account all’assegnazione dei permessi fino alla loro revoca.
RAG vs Fine-Tuning: differenze, vantaggi e quale scegliere per i modelli AI
INDICE
- RAG vs Fine-Tuning: differenze, costi e scalabilità a confronto
- Cos’è il Fine-Tuning e quando utilizzarlo nei modelli LLM
- Vantaggi del Fine-Tuning nei modelli di linguaggio
- Quale scegliere tra RAG e Fine-Tuning per il Customer Service
- Alternative a RAG e Fine-Tuning: prompt engineering ed embedding
- Come scegliere il miglior approccio AI in base al tuo caso d’uso
- Come applicare il RAG nel customer service aziendale con Margot
RAG vs Fine-Tuning: differenze, costi e scalabilità a confronto
La principale differenza tra RAG e Fine-Tuning riguarda la gestione della conoscenza. Il RAG recupera informazioni da fonti esterne in tempo reale, mentre il Fine-Tuning le integra direttamente nel modello tramite addestramento.
Di conseguenza, il Fine-Tuning offre una maggiore specializzazione ma può comportare il rischio di catastrophic forgetting, mentre il RAG mantiene inalterate le capacità originali del modello e facilita l’aggiornamento delle informazioni.
- Costi: il Fine-Tuning richiede dataset di qualità, attività di preparazione dei dati e risorse hardware dedicate; il RAG presenta generalmente costi iniziali inferiori.
- Tempi di implementazione: il RAG può essere adottato più rapidamente, mentre il Fine-Tuning necessita di una fase di addestramento aggiuntiva.
- Aggiornamento delle informazioni: con il RAG è possibile aggiornare la base di conoscenza senza modificare il modello; nel Fine-Tuning ogni aggiornamento significativo richiede un nuovo addestramento.
- Scalabilità: il RAG consente di ampliare facilmente documenti e fonti informative, mentre il Fine-Tuning comporta interventi più complessi all’aumentare delle conoscenze da integrare.
- Prestazioni: il Fine-Tuning offre elevata specializzazione e coerenza nelle risposte; il RAG eccelle quando è necessario utilizzare informazioni dinamiche e continuamente aggiornate.
Cos’è il Fine-Tuning e quando utilizzarlo nei modelli LLM
Il fine-tuning è una tecnica che permette di specializzare un modello linguistico già addestrato su un dominio o un’attività specifica. Invece di sviluppare un modello da zero, si parte da un LLM pre-addestrato e lo si sottopone a un ulteriore processo di addestramento utilizzando dataset selezionati e pertinenti al contesto di utilizzo.
Durante questa fase vengono aggiornati i parametri interni del modello, consentendogli di acquisire competenze più approfondite, terminologie specialistiche e modalità di risposta coerenti con settori specifici come sanità, finanza, assicurazioni o assistenza clienti.
Vantaggi del Fine-Tuning nei modelli di linguaggio
Il principale punto di forza del Fine-Tuning è la capacità di adattare il comportamento del modello alle esigenze specifiche di un’organizzazione. Attraverso l’addestramento mirato, l’AI può apprendere terminologia tecnica, processi aziendali, stile comunicativo e regole operative, generando risposte più coerenti e contestualizzate.
Questo approccio risulta particolarmente efficace nei casi in cui le informazioni da gestire siano relativamente stabili nel tempo e il sistema debba replicare procedure precise o linguaggi altamente specialistici. Applicazioni tipiche includono la gestione di documentazione tecnica, pratiche assicurative, procedure normative o workflow interni.
Un ulteriore vantaggio è rappresentato dalla rapidità dell’inferenza: il modello dispone già delle competenze necessarie e non deve interrogare continuamente basi dati esterne per formulare le risposte.
Per scenari basati su dati dinamici e aggiornati, il RAG rappresenta un approccio alternativo con vantaggi RAG specifici per chatbot e AI aziendale.
Quale scegliere tra RAG e Fine-Tuning per il Customer Service
La scelta tra RAG e Fine-Tuning dipende dagli obiettivi del progetto e dalla tipologia di informazioni che il sistema dovrà gestire.
Quando il chatbot deve accedere a dati variabili, personalizzati o aggiornati con frequenza, come disponibilità di prodotti, informazioni sugli utenti, dati finanziari o stato delle pratiche, il RAG rappresenta generalmente la soluzione più efficace.
Se invece l’obiettivo è creare un assistente capace di comunicare in modo coerente con il tone of voice aziendale, applicare regole consolidate e gestire processi standardizzati, il Fine-Tuning può offrire risultati migliori.
In molti progetti avanzati le due tecnologie vengono integrate, combinando la specializzazione del Fine-Tuning con la capacità del RAG di accedere a informazioni sempre aggiornate.
Alternative a RAG e Fine-Tuning: prompt engineering ed embedding
Oltre a RAG e Fine-Tuning esistono altre tecniche che possono migliorare le prestazioni dei sistemi basati su intelligenza artificiale.
Il Prompt Engineering consiste nell’ottimizzare le istruzioni fornite al modello per guidarne il comportamento senza modificare i parametri interni. In molti casi questa strategia consente di ottenere risultati soddisfacenti senza costi di addestramento aggiuntivi.
Gli embedding rappresentano una tecnologia fondamentale per la ricerca semantica e per il funzionamento stesso dei sistemi RAG. Attraverso la conversione dei contenuti in rappresentazioni vettoriali, permettono di individuare rapidamente le informazioni più pertinenti rispetto alla richiesta dell’utente.
Come scegliere il miglior approccio AI in base al tuo caso d’uso
La soluzione più adatta dipende principalmente dalla natura dei dati, dal livello di specializzazione richiesto e dalle caratteristiche del modello utilizzato.
Per i grandi modelli linguistici generalisti, come gli LLM di ultima generazione, il RAG è spesso la scelta preferibile perché consente di aggiungere conoscenza aggiornata senza alterare le capacità acquisite durante il pre-addestramento.
In sintesi, il RAG è particolarmente indicato per informazioni dinamiche, documentazione in continua evoluzione e dati personalizzati, mentre il Fine-Tuning risulta più efficace per attività ripetitive, processi regolamentati e contesti in cui terminologia, stile e procedure rimangono stabili nel tempo.
Come applicare il RAG nel customer service aziendale con Margot
Nel customer service aziendale, il RAG trova applicazione in soluzioni come Margot, l’Agente AI di E-time, integrata con Rexpondo, il sistema di ticketing e IT Service Management.
Attraverso il recupero dinamico delle informazioni dalla knowledge base aziendale, Margot è in grado di fornire risposte accurate e aggiornate, classificare automaticamente le richieste e supportare operatori e utenti su diversi canali. La combinazione tra AI conversazionale e piattaforma ITSM Rexpondo permette di automatizzare i processi di assistenza, ridurre i tempi di gestione dei ticket e migliorare l’esperienza utente, mantenendo al contempo elevati livelli di sicurezza, privacy e conformità normativa.
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Voucher Cloud & Cybersecurity 2026: incentivi per le imprese
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Cos’è il Voucher Cloud & Cybersecurity 2026 e a chi si rivolge
Il Voucher Cloud & Cybersecurity è una misura introdotta dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT) con l’obiettivo di favorire la digitalizzazione delle imprese e rafforzarne la protezione informatica.
L’iniziativa prevede un contributo a fondo perduto pari al 50% delle spese considerate ammissibili, fino a un massimo di 20.000 euro, destinato a investimenti in tecnologie cloud, soluzioni software, infrastrutture hardware e servizi di cybersecurity.
L’agevolazione è rivolta alle micro, piccole e medie imprese italiane, ma può essere richiesta anche da professionisti e lavoratori autonomi con sede operativa in Italia che intendano migliorare il proprio livello di sicurezza digitale o modernizzare l’infrastruttura IT aziendale.
Per l’approfondimento tecnico e la consultazione di tutti gli allegati, leggi il testo completo del Decreto Ministeriale 18 luglio 2025.
Come funziona il Voucher Cloud & Cybersecurity 2026
Il contributo può essere richiesto presentando un progetto di investimento con un valore compreso tra 4.000 e 40.000 euro. Le spese devono riguardare l’acquisto di servizi o tecnologie innovative, oppure il potenziamento di strumenti già presenti in azienda in ambito cloud e cybersecurity.
La procedura di accesso al voucher si articola in due momenti distinti. In una prima fase verrà creato l’elenco ufficiale dei fornitori qualificati autorizzati a erogare i servizi finanziabili, previsto tra marzo e maggio 2026. Successivamente sarà attivato lo sportello dedicato alle imprese per la presentazione delle domande.
Le richieste saranno esaminate secondo l’ordine cronologico di arrivo fino all’esaurimento delle risorse disponibili. Per poter accedere al contributo, inoltre, le aziende dovranno acquistare esclusivamente servizi e soluzioni da fornitori accreditati presenti nell’albo ministeriale.
Requisiti per accedere al Voucher Cloud & Cybersecurity
Per poter richiedere il Voucher Cloud & Cybersecurity 2026, imprese e professionisti devono rispettare alcuni requisiti specifici previsti dal bando. Tra le condizioni principali rientra la regolare iscrizione e operatività dell’attività sul territorio italiano, oltre alla disponibilità di una connessione internet con velocità minima di download pari ad almeno 30 Mbps.
Tra i criteri introdotti più recentemente figura anche l’obbligo di essere in regola con le coperture assicurative relative ai danni causati da calamità naturali ed eventi catastrofali, requisito necessario per accedere al contributo.
L’incentivo non è invece destinato alle attività appartenenti ai settori esclusi dalla normativa europea “de minimis”, come la produzione agricola primaria, la pesca e il comparto acquacoltura.
Quali vantaggi offre il Voucher Cloud & Cybersecurity alle imprese
Il Voucher Cloud & Cybersecurity consente alle imprese di investire in tecnologie innovative riducendo in modo significativo il costo iniziale dei progetti digitali. Grazie al contributo a fondo perduto, aziende e professionisti possono adottare soluzioni avanzate per la protezione informatica e la gestione cloud sostenendo solo una parte dell’investimento complessivo.
L’agevolazione favorisce il rafforzamento della sicurezza aziendale, contribuendo a limitare i rischi legati agli attacchi informatici e alle interruzioni operative. Allo stesso tempo, supporta la migrazione verso infrastrutture più moderne e scalabili, migliorando efficienza, affidabilità e capacità di crescita nel tempo.
Un ulteriore vantaggio riguarda la compliance normativa: investire in cybersecurity e gestione sicura dei dati aiuta le imprese ad adeguarsi più facilmente agli standard richiesti in materia di protezione delle informazioni e sicurezza digitale, compresi i nuovi e stringenti obblighi della Direttiva NIS 2; questo investimento permette di rispondere puntualmente alla normativa, assicurando la piena conformità entro le scadenze previste per il 2026.
Perché affidarsi a E-time per progetti cloud e cybersecurity
Affidarsi a E-time per progetti IT significa collaborare con un partner tecnologico strutturato, capace di unire esperienza, competenze specialistiche e un approccio orientato alla solidità e alla scalabilità delle soluzioni.
- Esperienza Enterprise: Consolidata competenza nello sviluppo software per settori complessi come banche, assicurazioni, aziende e Pubblica Amministrazione.
- Competenze Specialistiche: Soluzioni avanzate per la sicurezza (gestione rischi e vulnerabilità con Rexguard), Identity Management e piattaforme di Service Desk & ITSM per l’ottimizzazione del supporto e dei processi IT.
- Soluzioni Personalizzate: Progettazione su misura che integra tecnologie proprietarie e open source, adattando l’infrastruttura alle specifiche esigenze del cliente per trasformare l’IT in un reale asset strategico.
- Certificazioni Internazionali: Standard elevati garantiti dalle certificazioni ISO 9001:2015 e ISO/IEC 27001, con le estensioni specifiche per il cloud (27017 e 27018), requisiti essenziali per la qualificazione ai fondi ministeriali.
In vista dell’apertura dello sportello, E-time ha già avviato l’iter di accreditamento presso l’elenco ufficiale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (MIMIT), confermandosi come partner tecnologico qualificato per accompagnare le imprese nell’implementazione di soluzioni cloud e SaaS conformi ai requisiti.
Sfrutta il Voucher Cloud & Cybersecurity 2026 con E-time: soluzioni IT sicure e scalabili per la tua impresa.
YooPoint: la nuova soluzione IGA della suite E-time per la governance delle identità
La gestione delle identità digitali e degli accessi aziendali è oggi un elemento fondamentale per sicurezza, compliance e organizzazione interna.
Per questo motivo, la suite E-time introduce YooPoint, la nuova soluzione IGA (Identity Governance and Administration) progettata per semplificare la gestione di utenti, autorizzazioni e accessi aziendali.
Cos’è YooPoint, soluzione di Identity Governance
YooPoint è una soluzione IGA sviluppata per gestire in modo centralizzato identità, autorizzazioni e accessi aziendali.
La piattaforma consente di:
- gestire utenti e credenziali;
- controllare autorizzazioni e permessi;
- monitorare accessi e transiti;
- automatizzare processi di accredito e onboarding;
- migliorare sicurezza e tracciabilità.
Le principali funzionalità della Soluzione IGA
Governance delle identità
YooPoint supporta le aziende nella gestione strutturata delle identità digitali, semplificando il controllo di ruoli, permessi e autorizzazioni.
Gestione degli accessi aziendali
La soluzione IGA consente di monitorare ingressi, accessi e attività degli utenti, migliorando sicurezza e controllo operativo.
Automazione dei processi e Integrazione con i sistemi aziendali
YooPoint automatizza diverse attività legate alla gestione degli accessi, riducendo operazioni manuali e tempi di gestione.
La piattaforma può integrarsi con sistemi di controllo accessi e infrastrutture IT già presenti in azienda, favorendo una gestione centralizzata delle identità.
YooPoint: perché scegliere una soluzione IGA e quali vantaggi offre
YooPoint nasce per supportare le aziende nella digitalizzazione dei processi di controllo accessi, governance delle identità e gestione dei visitatori, offrendo una piattaforma moderna, centralizzata e integrabile con l’infrastruttura esistente.
Con YooPoint, le aziende possono:
- migliorare la governance delle identità digitali;
- aumentare la sicurezza degli accessi;
- centralizzare autorizzazioni e permessi;
- semplificare i processi di onboarding;
- ridurre attività manuali e inefficienze operative.
YooPoint: soluzione IGA per Comuni e Pubblica Amministrazione
YooPoint è la soluzione IGA ideale per supportare la Pubblica Amministrazione nella gestione centralizzata delle identità digitali e degli accessi ai sistemi informativi. Comuni, enti pubblici e organizzazioni multi-sede possono semplificare il controllo di utenti, ruoli e autorizzazioni, migliorando sicurezza, compliance e tracciabilità delle attività.
Grazie all’automazione dei processi di provisioning e gestione degli accessi, YooPoint aiuta gli enti pubblici a ridurre attività manuali, limitare errori operativi e ottimizzare la governance delle identità digitali, favorendo una maggiore continuità operativa e un migliore controllo degli accessi ai servizi della PA.
IGA & IAM: due livelli complementari
La soluzione IGA (Identity Governance and Administration) di YooPoint si integra completamente con Yookey, il software di Identity & Access Management (IAM) della famiglia E-time.
L’integrazione tra IGA e IAM consente alle aziende di gestire in modo centralizzato sia la governance delle identità digitali e delle autorizzazioni, sia i processi di autenticazione e controllo degli accessi.
In questo modo è possibile migliorare sicurezza, compliance e tracciabilità, semplificando al tempo stesso la gestione operativa degli utenti e dei permessi aziendali.
NIS 2 e incidenti di sicurezza informatica: come riconoscerli e gestirli
INDICE
- Cos’è un incidente significativo di sicurezza secondo la NIS 2
- Tipologie di incidenti di sicurezza rilevanti secondo la NIS 2
- Obblighi di segnalazione degli incidenti nella NIS 2
- Come gestire un incidente di sicurezza informatica secondo la NIS 2
- Perché un software ITSM è indispensabile per la gestione incidenti NIS 2?
- Rexpondo e la gestione degli incidenti di sicurezza
Cos’è un incidente significativo di sicurezza secondo la NIS 2
La Direttiva NIS 2 introduce il concetto di “incidenti significativi”, ovvero quegli eventi che hanno provocato oppure possono potenzialmente provocare una grave compromissione della continuità operativa dei servizi o perdite economiche rilevanti per un’organizzazione.
Rispetto alla definizione di data breach prevista dal GDPR, che si concentra soprattutto sulla violazione della riservatezza, integrità e disponibilità dei dati personali, l’approccio della NIS 2 è più ampio e articolato. La normativa, infatti, considera anche gli incidenti che generano danni materiali o immateriali significativi a persone fisiche o giuridiche.
Inoltre, la Direttiva estende il campo di applicazione includendo anche gli eventi che, pur non avendo ancora prodotto un impatto concreto immediato, presentano un rischio elevato di conseguenze negative. Questo significa che diventano rilevanti anche situazioni potenzialmente dannose, indipendentemente dal fatto che l’effetto si sia già manifestato o meno.
Tipologie di incidenti di sicurezza rilevanti secondo la NIS 2
Le linee guida dell’Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN) suddividono gli incidenti significativi soggetti a notifica in quattro macro-categorie principali:
- Compromissione della riservatezza: include i casi di esfiltrazione di dati digitali verso soggetti esterni non autorizzati.
- Perdita di integrità: riguarda modifiche non autorizzate ai dati che possono produrre effetti rilevanti all’esterno del sistema.
- Violazione dei livelli di servizio (Service Level): si verifica, ad esempio, quando un servizio cloud subisce un’interruzione prolungata oltre le soglie contrattualmente previste.
- Accessi non autorizzati o abuso di privilegi: comprende anche i casi in cui non avviene un furto effettivo di dati, ma viene comunque compromessa la sicurezza del sistema.
A livello europeo, la Commissione Europea integra questi criteri introducendo anche soglie quantitative e settoriali.
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Obblighi di segnalazione degli incidenti nella NIS 2
Oltre agli obblighi generali della Direttiva NIS 2 , il Decreto introduce un processo di notifica degli incidenti articolato in più fasi, con tempistiche rigorose e l’obbligo di comunicazione verso le autorità competenti, come CSIRT Italia e ACN.
- Early warning (entro 24 ore): il procedimento si apre con una comunicazione tempestiva da inviare entro 24 ore dal momento in cui l’organizzazione viene a conoscenza di un incidente significativo. Questa fase iniziale serve a fornire un primo quadro dell’evento e delle informazioni disponibili.
- Notifica formale (entro 72 ore): entro 72 ore deve essere trasmessa la notifica completa dell’incidente, integrando e aggiornando i dati iniziali. In questa fase si include una valutazione più accurata della gravità dell’evento e degli eventuali indicatori di compromissione rilevati.
- Relazione finale (entro 1 mese): entro un mese viene presentata la relazione conclusiva, che contiene un’analisi approfondita dell’incidente. Il documento include le cause che lo hanno generato, l’impatto complessivo sull’organizzazione e le misure correttive e preventive adottate per evitare il ripetersi dell’evento.
Come gestire un incidente di sicurezza informatica secondo la NIS 2
Per garantire una gestione efficace degli incidenti e la conformità alla normativa, è necessario adottare un approccio di sicurezza proattivo e basato su metriche, in linea con la misura DE.CM-01. Le organizzazioni devono innanzitutto definire in modo preventivo il proprio stato di normalità operativa attraverso una Business Impact Analysis (BIA), che consente di stabilire i livelli di servizio attesi (Service Level) e le relative soglie di tolleranza.
Su questa base, il monitoraggio continuo di reti, sistemi e servizi diventa fondamentale per rilevare tempestivamente eventuali scostamenti rispetto ai parametri definiti. Quando tali deviazioni superano le soglie stabilite e configurano un incidente significativo, l’organizzazione deve attivare immediatamente il piano di risposta agli incidenti.
Le procedure previste includono la valutazione dell’impatto, l’attuazione di misure di contenimento e mitigazione e l’invio tempestivo delle pre-notifiche obbligatorie previste dalla normativa vigente.
Perché un software ITSM è indispensabile per la gestione incidenti NIS 2?
Per rispettare le finestre temporali di notifica (24 e 72 ore) imposte dalla NIS 2, la gestione manuale non è più sufficiente. L’adozione di un software ITSM (IT Service Management) avanzato permette di mappare i livelli di servizio (SLA) e di automatizzare la classificazione degli eventi in base all’impatto sul business. Centralizzare la gestione dei ticket di sicurezza offre la visibilità necessaria per coordinare i piani di mitigazione, documentare il data breach e generare report dettagliati per CSIRT e ACN, trasformando la compliance in resilienza operativa aziendale.
Rexpondo e la gestione degli incidenti di sicurezza
Rexpondo è una piattaforma di ticketing e IT Service Management (ITSM) progettata per tracciare, organizzare e gestire in modo strutturato le richieste di supporto e gli incidenti di sicurezza che possono compromettere la continuità operativa dei servizi IT.
L’obiettivo del sistema è garantire il ripristino rapido delle normali attività operative, riducendo l’impatto sul business e i tempi di indisponibilità dei servizi.
Un elemento distintivo di Rexpondo è la gestione delle priorità basata su criteri oggettivi di impatto e urgenza. La classificazione degli incidenti può essere effettuata manualmente dagli operatori del service desk oppure assegnata automaticamente dal sistema.
Grazie a un approccio strutturato alla gestione degli incidenti, al tracciamento completo degli eventi e al supporto di processi di risposta rapidi e misurabili, Rexpondo contribuisce ad allineare le organizzazioni ai requisiti della Direttiva NIS 2 in materia di gestione e notifica degli incidenti di sicurezza.
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Vantaggi della RAG per l’AI aziendale: applicazioni pratiche
Vantaggi della RAG nei Sistemi di Intelligenza Artificiale Aziendali
La Retrieval-Augmented Generation (RAG) potenzia i sistemi di Intelligenza Artificiale aziendali combinando le capacità avanzate dei modelli linguistici generativi (LLM) con l’accesso diretto a fonti di dati esterne. Questo approccio consente alle aziende di ottenere un’AI altamente personalizzata, in grado di fornire risposte precise, pertinenti e contestualizzate.
Inoltre, la RAG estende le competenze del modello a domini specifici dell’azienda, offrendo una soluzione scalabile ed economica, senza la necessità di lunghi e costosi riaddestramenti del modello di base.
Tra i principali vantaggi della Rag ritroviamo:
- Risposte aggiornate in tempo reale: collega l’LLM a database, feed e API, garantendo informazioni sempre fresche e pertinenti.
- Riduzione delle “allucinazioni”: la RAG limita la generazione di informazioni inesatte, basandosi su documenti e dati verificati per output affidabili e tracciabili.
- Maggiore affidabilità e fiducia: cita le fonti dei dati, aumentando trasparenza e credibilità, essenziale in settori critici come finanza, legale e sanitario.
Scalabilità e aggiornamento continuo delle fonti RAG
La RAG è altamente scalabile; aggiungere nuove conoscenze non richiede modifiche al modello generativo. Basta aggiornare i documenti nel database vettoriale in modo asincrono o in tempo reale.
L’aggiornamento degli embedding consente all’azienda di far evolvere la base di conoscenza insieme alle proprie esigenze di business, senza interrompere l’operatività.
Applicazioni pratiche della RAG: combinazione con Agenti AI
La RAG si distingue per la sua flessibilità, rendendola adatta a molteplici contesti aziendali:
- Customer support: potenzia chatbot, assistenti virtuali e Agenti AI, gestendo richieste complesse e fornendo risposte precise basate su manuali, policy aziendali e dati in tempo reale.
- Documentazione interna: crea knowledge base per supportare i dipendenti in procedure HR, IT o altre attività operative.
- Analisi dati: velocizza l’estrazione di insight da archivi non strutturati, facilitando decisioni rapide e informate.
Quando la RAG viene integrata con un Agente AI, questo può accedere autonomamente a dati proprietari, privati o di nicchia, sfruttando la RAG per ragionare e fornire risposte basate su un contesto estremamente approfondito e personalizzato. Questo approccio migliora notevolmente l’interazione e l’esperienza dell’utente, offrendo risposte più accurate, pertinenti e contestualizzate.
Margot, l’Agente AI della suite E-time
Margot è l’Agente AI progettata per ottimizzare il customer service e il supporto interno alle aziende, sfruttando appieno la tecnologia RAG per superare i limiti dei sistemi AI tradizionali.
Grazie a strumenti avanzati come classificatori intelligenti, assistenti virtuali e integrazione con la knowledge base aziendale, Margot è in grado di fornire risposte precise e automatizzate su più canali, migliorando l’efficienza e la qualità del supporto.
Un ulteriore punto di forza di Margot è la sicurezza: la piattaforma garantisce il rispetto della privacy e la piena conformità al GDPR, proteggendo le informazioni sensibili e assicurando che i dati aziendali non vengano mai utilizzati per addestrare i modelli linguistici.
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Scadenze 2026 NIS2: il calendario completo per le aziende
Dopo la fase preparatoria, nel 2026 le organizzazioni entrano nella piena attuazione della Direttiva Europea NIS 2, con obblighi effettivi e responsabilità operative.
Nel corso di gennaio, la principale novità è stata l’entrata in vigore dell’obbligo di notifica degli incidenti, con tempistiche definite per preallerta, notifica dettagliata e relazione finale
Di seguito, le principali scadenze in arrivo per il 2026, che guideranno le organizzazioni nella piena attuazione della direttiva NIS 2.
Linee guida settoriali Direttiva NIS 2
Tra febbraio e settembre 2026, l’ACN pubblica progressivamente le linee guida dedicate a ciascun settore. Questi documenti avranno l’obiettivo di fornire indicazioni pratiche e concrete, adattabili ai diversi contesti operativi, in modo da supportare le aziende nell’implementazione delle misure di sicurezza in maniera proporzionata, evitando approcci eccessivi o insufficienti.
Aprile-Giugno 2026: Modello di categorizzazione e comunicazione dei servizi
Per l’inizio di aprile 2026, l’ACN prevede di elaborare e rendere disponibile il modello di categorizzazione delle attività e dei servizi, insieme al pacchetto degli obblighi a lungo termine.
Successivamente, tra maggio e giugno 2026, le organizzazioni dovranno comunicare l’elenco delle attività e dei servizi erogati, specificandone la tipologia e il livello di rilevanza. Questo passaggio consentirà di avere una panoramica chiara e strutturata delle attività aziendali in relazione agli obblighi di sicurezza.
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Ottobre 2026: Implementazione delle misure di sicurezza di base
Il 31 ottobre 2026 costituisce una scadenza centrale nel percorso di adeguamento. Entro questa data, tutte le organizzazioni dovranno aver attuato e reso operative le misure di sicurezza fondamentali, che interessano ambiti chiave come:
- protezione tecnica dei sistemi informatici e operativi (IT e OT);
- continuità delle attività aziendali;
- gestione e governance del rischio;
- gestione e risposta agli incidenti (incident response);
- sicurezza lungo l’intera catena di fornitura.
Con la fine di ottobre si conclude la fase di supporto e accompagnamento da parte dell’ACN, che potrà così avviare controlli ispettivi e verifiche sistematiche, dando al contempo il via all’implementazione delle misure di sicurezza a lungo termine.
Per questo motivo, è fondamentale che le aziende pianifichino gli adeguamenti con largo anticipo, riducendo il rischio di interruzioni operative e possibili sanzioni.
Rexguard: gestione centralizzata delle non conformità
Rexguard è una piattaforma integrata sviluppata per semplificare e centralizzare la gestione di incidenti di sicurezza, vulnerabilità, non conformità e attività di audit all’interno di un unico ambiente operativo.
La soluzione consente alle organizzazioni di gestire questi processi in modo più efficiente, migliorando la rapidità di risposta agli incidenti e supportando il rispetto di standard e normative, tra cui NIS2.
Grazie a funzionalità di tracciabilità completa delle attività, audit trail dettagliati e sistemi di reportistica personalizzabile, le aziende possono controllare con precisione ogni fase del processo di gestione degli incidenti, rafforzando al tempo stesso la sicurezza e la governance dei sistemi IT.
Scopri come essere in compliance
con la Direttiva NIS 2
con la Direttiva NIS 2












