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[![NIS2: prossime scadenze e adempimenti di ottobre 2026](https://www.e-time.it/wp-content/uploads/2026/10/ott2026nis2-1170x700.webp)](https://www.e-time.it/nis2-prossime-scadenze-ottobre-2026/index.md)

Ottobre 20, 2026by [user](https://www.e-time.it/author/carla/index.md)[News](https://www.e-time.it/category/news/index.md)[NIS2](https://www.e-time.it/category/nis2/index.md)[Web](https://www.e-time.it/category/web/index.md)

## [NIS2: prossime scadenze e adempimenti di ottobre 2026](https://www.e-time.it/nis2-prossime-scadenze-ottobre-2026/index.md)

**INDICE**

1.  [Scadenza NIS2 del 31 ottobre 2026: quali soggetti devono completare l’adeguamento](#cosa)
2.  [Misure di sicurezza NIS2: i controlli da completare entro ottobre 2026](#qualefunzione)
3.  [NIS2 dopo il 31 ottobre 2026: come funzionano i controlli dell’ACN](#iga)
4.  [Adeguamento NIS2 incompleto: sanzioni, responsabilità e rischi per le aziende](#comp)
5.  [NIS2 nel 2027: le prossime scadenze e gli adempimenti da programmare](#inte)

## Scadenza NIS2 del 31 ottobre 2026: quali soggetti devono completare l'adeguamento

Il **31 ottobre 2026** rappresenta una scadenza rilevante per la prima coorte di organizzazioni inserite nell’elenco nazionale NIS nel 2025. Per questi soggetti, il **termine di 18 mesi** previsto per l’adozione delle **misure di sicurezza di base** decorre dalla ricezione della comunicazione individuale trasmessa dall’[**Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN)**.](https://www.e-time.it/direttiva-nis2-portale-acn/index.md)

La normativa interessa enti pubblici e imprese private attivi nei **18 settori strategici** individuati dalla direttiva, che rientrano nei criteri dimensionali previsti oppure che forniscono determinati servizi digitali indipendentemente dalle dimensioni. In base alla rilevanza delle attività svolte, le organizzazioni sono classificate come **soggetti essenziali o importanti**. Gli effetti della NIS2 si estendono anche alla **catena di approvvigionamento (supply chain)**: i fornitori delle organizzazioni coinvolte possono essere chiamati a rispettare specifici requisiti di sicurezza. Per i soggetti inseriti nell’elenco nel 2026, il termine per l’implementazione delle misure di base è invece fissato al **31 luglio 2027**.

### Misure di sicurezza NIS2: i controlli da completare entro ottobre 2026

In vista della scadenza, le organizzazioni interessate devono verificare di aver implementato concretamente le **misure di sicurezza di base previste dalla Determinazione ACN n. 379907/2025**. Il livello degli adempimenti varia in funzione della classificazione: per i soggetti importanti sono previste **37 misure articolate in 87 requisiti**, mentre per i soggetti essenziali il riferimento è costituito da **43 misure e 116 requisiti**, secondo quanto stabilito rispettivamente dagli Allegati 1 e 2.

La verifica deve comprendere le **dieci aree di sicurezza individuate dall’articolo 24 del D.Lgs. 138/2024**. Tra queste rientrano l’analisi e la gestione dei rischi informatici, la [**risposta agli incidenti,**](https://www.e-time.it/nis-2-incidenti-sicurezza/index.md) la continuità operativa attraverso piani di business continuity e disaster recovery (BCP e DRP), la sicurezza dei fornitori, la protezione delle attività di sviluppo e manutenzione dei sistemi, la valutazione dell’efficacia delle misure tramite audit e vulnerability assessment, la formazione del personale e le pratiche di igiene informatica. Completano il quadro la crittografia, la sicurezza delle risorse umane e la **gestione degli accessi, compreso l’impiego dell’autenticazione a più fattori (MFA)**.

### NIS2 dopo il 31 ottobre 2026: come funzionano i controlli dell'ACN

Il termine per l’adozione delle misure di sicurezza di base non conclude il percorso di adeguamento alla NIS2. Dopo la scadenza, le organizzazioni devono essere in grado di **mantenere i controlli attivi, documentare le procedure adottate e dimostrare nel tempo il rispetto degli obblighi**. L’**Agenzia per la Cybersicurezza Nazionale (ACN)** svolge attività di vigilanza e verifica secondo le modalità previste per le diverse categorie di soggetti.

Il modello di controllo distingue i soggetti essenziali, per i quali sono previste verifiche anche proattive e ispezioni periodiche, dai soggetti importanti, sottoposti principalmente a controlli successivi e ad attività di vigilanza mirate. Le verifiche possono riguardare l’effettiva adeguatezza delle misure di sicurezza, la tracciabilità dei processi interni e la corretta gestione e documentazione delle notifiche degli incidenti. Per le organizzazioni, questo significa prepararsi non soltanto a rispettare la scadenza iniziale, ma anche a **dimostrare la solidità del proprio sistema di gestione della cybersicurezza**.

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### Adeguamento NIS2 incompleto: sanzioni, responsabilità e rischi per le aziende

Il mancato rispetto degli [**obblighi previsti dalla NIS2**](https://www.e-time.it/la-direttiva-nis2-obblighi-requisiti/index.md) può comportare conseguenze economiche e organizzative significative. Il **D.Lgs. 138/2024** disciplina, all’articolo 38, il regime sanzionatorio applicabile alle violazioni, con importi che variano in base alla classificazione del soggetto e alla natura dell’inadempimento.

Per le violazioni più gravi relative alla governance, alle misure di sicurezza e alla notifica degli incidenti, le **sanzioni amministrative pecuniarie** possono arrivare, per i soggetti essenziali, fino a **10 milioni di euro o al 2% del fatturato mondiale annuo**; per i soggetti importanti, fino a **7 milioni di euro o all’1,4% del fatturato mondiale annuo**. Nei casi previsti dalla normativa possono inoltre essere applicate misure nei confronti delle persone che ricoprono incarichi direttivi, compresa la sospensione temporanea dalle funzioni. A queste conseguenze si aggiungono i potenziali impatti commerciali: un livello di sicurezza insufficiente può compromettere i rapporti con clienti e partner, soprattutto nelle filiere in cui la **conformità NIS2 costituisce un requisito rilevante per la selezione dei fornitori**.

### NIS2 nel 2027: le prossime scadenze e gli adempimenti da programmare

Anche nel 2027 le organizzazioni soggette alla NIS2 dovranno rispettare gli **adempimenti periodici previsti attraverso la piattaforma dell’ACN**. Pianificare per tempo queste attività permette di mantenere aggiornate le informazioni richieste e di integrare gli obblighi normativi nei processi aziendali. Il calendario degli adempimenti comprende le seguenti finestre temporali:

-   **Dal 1° gennaio al 28 febbraio:** registrazione o rinnovo annuale sulla piattaforma ACN.
-   **Dal 15 aprile al 31 maggio:** aggiornamento delle informazioni e dell’elenco dei fornitori rilevanti ai fini NIS.
-   **Dal 1° maggio al 30 giugno:** comunicazione e aggiornamento della categorizzazione delle attività e dei servizi, secondo l’articolo 30 del D.Lgs. 138/2024.

Per le organizzazioni inserite nell’elenco NIS nel 2026, il 2027 introduce inoltre due passaggi importanti: dal **1° gennaio decorre l’obbligo di notifica degli incidenti informatici** secondo le tempistiche applicabili, mentre il **31 luglio 2027** costituisce il termine previsto per l’adozione delle misure di sicurezza di base. Le imprese dovranno quindi pianificare le attività necessarie a rispettare le scadenze e prepararsi agli eventuali ulteriori requisiti di sicurezza previsti dalla normativa e dalle successive disposizioni attuative.

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[![Nextcloud Hub 26 Summer:](https://www.e-time.it/wp-content/uploads/2026/10/Nextcloud-Hub-26-Summer-1170x700.webp)](https://www.e-time.it/nextcloud-hub-26-summer/index.md)

Ottobre 5, 2026by [user](https://www.e-time.it/author/carla/index.md)[News](https://www.e-time.it/category/news/index.md)[Web](https://www.e-time.it/category/web/index.md)[Yookey](https://www.e-time.it/category/yookey/index.md)

## [Nextcloud Hub 26 Summer: tutte le novità da conoscere](https://www.e-time.it/nextcloud-hub-26-summer/index.md) 

Nel contesto delle architetture IT aziendali, la **migrazione verso piattaforme di collaborazione sovrane** rappresenta una priorità strategica per garantire la conformità ai **framework normativi europei (GDPR, NIS2, DORA)** e azzerare il rischio di data egress non autorizzato.

Il rilascio di **Nextcloud Hub 26 Summer** introduce importanti evoluzioni architetturali nell’access control, nell’automazione dei processi, nella sicurezza dei canali di trasmissione e nell’esecuzione on-premises di workload di intelligenza artificiale.

Di seguito analizziamo i **principali pilastri tecnici** e di business introdotti da questa release.

**INDICE**

1.  [Nextcloud Teams: Governance dei Workspace e Access Control](#teams)
2.  [Nextcloud Office Desktop e Collabora Online: Collaborazione Documentale.](#office)
3.  [Sicurezza delle Condivisioni e Comunicazione Protetta](#iga)
4.  [Nextcloud Assistant: IA Sovrana On-Premise e Automazione dei Processi Business](#ai)
5.  [Enterprise Governance e Groupware Integration](#id)
6.  [Nextcloud Italia per le aziende: il supporto di E-Time](#inte)

## Nextcloud Teams: Governance dei Workspace e Access Control

Per superare i limiti della gestione utente-centrica, la nuova applicazione **Nextcloud Teams** introduce un modello di coordinamento basato sull’isolamento logico dei workspace:

-   **Team Ownership (Proprietà Decentrata):** Gli asset di progetto **(Nextcloud Collectives, bacheche Deck)** vengono svincolati dal ciclo di vita del singolo account creatore e assegnati direttamente al gruppo di lavoro, eliminando il rischio di risorse orfane in [**fase di deprovisioning IAM.**](https://www.e-time.it/provisioning-deprovisioning-utenti/index.md)
-   **Quota Management Piattaforma:** Gli amministratori possono applicare limiti di storage rigidi (storage quotas) su base Team per ottimizzare l’allocazione sui volumi sottostanti (S3, NFS, ZFS).

### Nextcloud Office Desktop e Collabora Online: Collaborazione Documentale.

Per garantire la continuità operativa degli utenti abituati ai client tradizionali, Nextcloud Hub 26 Summer amplia l’**accessibilità della suite di produttività:**

1.  **Client Desktop per Nextcloud Office:** Nextcloud Office introduce un **client desktop nativo**, consentendo la modifica dei documenti in locale con sincronizzazione trasparente e sicura verso la piattaforma cloud.
2.  **Evoluzione di Collabora Online:** L’integrazione di Collabora si arricchisce di funzionalità avanzate per l’editing professionale:
    -   **Writer:** Inserimento della vista **multi-pagina (Multi Page View)**, righello riprogettato con gestione di rientri e tabulazioni e strumenti per la clonazione della formattazione.
    -   **Calc:** Introduzione del **risolutore di equazioni (Solver)** direttamente nella barra degli strumenti, personalizzazione dei colori delle schede foglio e gestione avanzata dei commenti nelle celle.
3.  **Collaborazione in Nextcloud Text:** L’editor **Markdown** condiviso supporta ora commenti inline ancorati al testo e la gestione delle note a piè di pagina, rendendo la stesura dei documenti tecnici più fluida e tracciabile.

### Sicurezza delle Condivisioni e Comunicazione Protetta in Nextcloud

La **protezione del dato in transito** e la **riservatezza delle comunicazioni interne** sono al centro delle novità di sicurezza:

-   **Password Monouso (OTP) per i Link di Condivisione:** Questa funzionalità consente di proteggere l’accesso ai file condivisi all’esterno richiedendo una One-Time Password inviata via e-mail o tramite provider personalizzati integrabili via API (es. SMS).
-   **Conversazioni “Classified” in Nextcloud Talk:** Per la gestione di informazioni altamente sensibili o soggette a segreto industriale, Nextcloud Talk introduce il preset di sicurezza Classified:
    1.  **Blocco completo** dei link pubblici e dell’accesso agli utenti ospiti (guests).
    2.  **Restrizione sull’inoltro dei messaggi**, sulla registrazione delle chiamate e sull’anteprima dei media.
    3.  **Scadenza ed eliminazione automatica programmata** per messaggi e chat.
-   **Canali di Annuncio:** Introduzione di canali di comunicazione unidirezionali con pubblico fisso (senza possibilità di abbandono autonomo) e chiamate disabilitate, ideali per la comunicazione corporate broadcast.

### Nextcloud Assistant: IA Sovrana On-Premise e Automazione dei Processi Business

L’adozione di servizi **IA cloud-hosted** espone le organizzazioni a rischi di conformità e fuga di dati riservati verso giurisdizioni estere. **Nextcloud Assistant** affronta questo problema offrend**o funzionalità di intelligenza artificiale eseguite interamente all’interno dell’infrastruttura dell’azienda** (on-premises o cloud sovrano EU):

-   **Riconoscimento OCR e Trascrizione Audio**: L’assistente è in grado di estrarre testo da immagini, documenti scansionati e note manoscritte, oltre a generare sottotitoli e trascrizioni strutturate in paragrafi da file audio registrati.
-   **Agenti IA Multi-App e Schedulazione:** Gli agenti IA sono ora operativi all’interno di Mail, Talk, Deck e Tables. Possono memorizzare contesti su richiesta, eseguire Skills multi-step e pianificare task automatici in background (es. invio di briefing giornalieri).
-   **Automazione con Nextcloud Tables e Budibase**: Nextcloud Tables estende la gestione dei dati relazionali consentendo l’esportazione/importazione delle strutture e l’integrazione con il motore di workflow Budibase tramite l’app Orchestration Gateway.

### Enterprise Governance e Groupware Integration

-   **Nextcloud Governance Add-on:** Introduzione di strumenti formali di compliance con supporto a Sensitivity Labels (classificazione automatica dei documenti), politiche di Retention e gestione del Legal Hold per il congelamento dei dati in caso di audit o contenziosi.
-   **Sieve Filtering & Room Finder:** Supporto nativo ai filtri e-mail lato server via protocollo Sieve in **Nextcloud Mail** e integrazione con le **API Free/Busy** del Calendar per l’**allocazione in tempo reale delle risorse fisiche (Room Finder).**

### Nextcloud Italia per le aziende: il supporto di E-Time

**Nextcloud Hub 26 Summer** consolida un’architettura enterprise capace di sostituire le suite SaaS proprietarie, garantendo pieno controllo sull’infrastruttura, interoperabilità via API e massima conformità normativa.

Come **system integrator specializzato**, E-Time affianca le aziende nella **progettazione dell’infrastruttura**, nel sizing delle risorse server e nell’integrazione di **[Nextcloud con i sistemi IAM](https://www.e-time.it/identity-management/index.md) e la rete aziendale.**

[Scopri Nextcloud, la soluzione presente nella suite di E-time](https://www.e-time.it/contatti/index.md)

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[![Retrieval-Augmented Fine-Tuning](https://www.e-time.it/wp-content/uploads/2026/09/Retrieval-Augmented-Fine-Tuning-1170x700.webp)](https://www.e-time.it/raft-retrieval-augmented-fine-tuning/index.md)

Settembre 29, 2026by [user](https://www.e-time.it/author/carla/index.md)[News](https://www.e-time.it/category/news/index.md)[Web](https://www.e-time.it/category/web/index.md)

## [RAFT: cos’è il Retrieval-Augmented Fine-Tuning e come funziona nell’AI](https://www.e-time.it/raft-retrieval-augmented-fine-tuning/index.md)

**INDICE**

1.  [Cos’è RAFT (Retrieval-Augmented Fine-Tuning) e come funziona](#cosa)
2.  [Come RAFT combina RAG e Fine-Tuning](#qualefunzione)
3.  [Quali sono i vantaggi di RAFT per gli LLM](#sistemidiiam)
4.  [Limiti e criticità del Retrieval-Augmented Fine-Tuning](#rischi)
5.  [Come ottimizzare il RAG con Margot AI](#margot)

## Cos’è RAFT (Retrieval-Augmented Fine-Tuning) e come funziona

Il **Retrieval-Augmented Fine-Tuning (RAFT)** è una tecnica di addestramento progettata per adattare i **Modelli di Linguaggio di Grande Taglia (LLM)** a **domini altamente specializzati**. Il metodo prevede l’addestramento del modello attraverso domande a cui vengono associati sia il quesito di partenza sia un insieme di documenti recuperati.

Rispetto ai **metodi di addestramento tradizionali**, RAFT insegna al modello a interpretare il contesto, individuare ed estrarre le informazioni rilevanti dai documenti pertinenti, definiti _oracle_, e a riconoscere e ignorare attivamente quelli non pertinenti o potenzialmente fuorvianti, chiamati _distractor_.

### Come RAFT combina RAG e Fine-Tuning

RAFT **combina la flessibilità della [Retrieval-Augmented Generation (RAG)](https://www.e-time.it/rag-come-il-retrieval-augmented-generation-potenzia-lintelligenza-artificiale/index.md)** con l’**adattamento specifico offerto dal Fine-Tuning** supervisionato. Nella RAG tradizionale, i documenti esterni vengono messi a disposizione del modello esclusivamente durante la fase di inferenza, senza che il modello sia stato precedentemente addestrato a valutarli e selezionarli.

Il **Fine-Tuning tradizionale (SFT)**, invece, si concentra principalmente sull’apprendimento delle informazioni e del formato, senza preparare il modello a utilizzare un contesto documentale reale.

RAFT supera questa distinzione inserendo direttamente nel **dataset di Fine-Tuning** i documenti recuperati, comprendendo sia quelli corretti sia i documenti distrattori. In questo modo, l’LLM apprende non solo la struttura e il linguaggio caratteristici del dominio di riferimento, ma anche la **capacità di valutare dinamicamente il contesto** e di individuare ed **estrarre le informazioni corrette in tempo reale.**

### Quali sono i vantaggi di RAFT per gli LLM

I **principali vantaggi di RAFT** riguardano una **maggiore accuratezza delle risposte** e una **significativa robustezza** nei confronti di recuperi imprecisi o rumorosi. Attraverso l’addestramento con documenti distrattori e ragionamenti Chain-of-Thought, il modello impara a non farsi condizionare da contenuti non pertinenti recuperati dal sistema di retrieval.

Inoltre, RAFT consente a modelli di dimensioni relativamente contenute di ottenere **prestazioni superiori rispetto alla RAG zero-shot** e al **Fine-Tuning di dominio tradizionale**, sia con sia senza RAG. In diversi contesti applicativi, questi modelli possono raggiungere risultati migliori anche rispetto a modelli di dimensioni maggiori, combinato con RAG.

### Limiti e criticità del Retrieval-Augmented Fine-Tuning

Nonostante i vantaggi, il Retrieval-Augmented Fine-Tuning presenta alcuni **limiti sia dal punto di vista operativo** sia metodologico. Innanzitutto, l’efficacia della tecnica può variare in funzione della natura del compito. Nei test condotti su **dataset caratterizzati da risposte sintetiche o binarie**, RAFT non mostra miglioramenti particolarmente significativi rispetto alla combinazione tra Fine-Tuning di dominio tradizionale e RAG. Questo evidenzia come i benefici del metodo possano essere più limitati nei casi in cui non sia richiesto un processo di ragionamento articolato.

Un secondo aspetto riguarda la **fase di preparazione dei dati**. La costruzione del dataset richiede infatti la generazione accurata di risposte spiegate passo dopo passo attraverso il Chain-of-Thought, oltre a un’attenta selezione dei documenti oracle e distractor. Questo comporta un **investimento significativo di tempo e risorse nella preparazione del dataset.**

Infine, le prestazioni del modello possono risultare **sensibili alla configurazione degli iperparametri del dataset**, tra cui la percentuale P e il numero di documenti distrattori utilizzati durante l’addestramento.

### Come ottimizzare il RAG con Margot AI

Nel **customer service aziendale**, la tecnologia RAG può essere integrata in soluzioni come **[Margot, l’Agente AI](https://www.margot-ai.com/) di E-time**, integrata con **[Rexpondo](https://www.rexpondo.it/software-itsm/),** la **piattaforma di ticketing e IT Service Management.**

Margot integra la **tecnologia RAG (Retrieval-Augmented Generation),** che rappresenta un elemento centrale del suo funzionamento. Grazie a questo approccio, Margot recupera in tempo reale le informazioni dalle fonti aziendali e le utilizza **per generare risposte più accurate, affidabili e contestualizzate**, basate sulle informazioni disponibili all’interno dell’organizzazione.

[Scopri Margot, la soluzione AI di E-time](https://www.e-time.it/contatti/index.md)

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[![Account orfani](https://www.e-time.it/wp-content/uploads/2026/08/Account_orfani-1170x700.webp)](https://www.e-time.it/account-orfani-sistemi-iam/index.md)

Agosto 11, 2026by [user](https://www.e-time.it/author/carla/index.md)[News](https://www.e-time.it/category/news/index.md)[Web](https://www.e-time.it/category/web/index.md)

## [Account orfani: cosa sono, rischi e come prevenirli con i sistemi IAM](https://www.e-time.it/account-orfani-sistemi-iam/index.md)

**INDICE**

1.  [Account orfani: cosa sono e perché rappresentano un rischio?](#cosa)
2.  [Come si creano gli account orfani nei sistemi aziendali?](#qualefunzione)
3.  [Qual è la differenza tra account orfani, inattivi e disabilitati?](#sistemidiiam)
4.  [Quali rischi comportano gli account orfani per la cybersecurity?](#rischi)
5.  [Come identificare e prevenire gli account orfani con i sistemi IAM?](#iam)
6.  [Come IAM e IGA automatizzano provisioning e deprovisioning?](#iamiga)

## Account orfani: cosa sono e perché rappresentano un rischio?

Gli **account orfani** sono account che continuano a essere presenti e, in alcuni casi, attivi all’interno di directory, applicazioni e sistemi aziendali anche quando la persona a cui erano associati non lavora più per l’organizzazione o non ricopre più il ruolo che ne giustificava l’accesso. Il problema nasce quindi dalla **mancanza di un proprietario effettivamente responsabile dell’account**, che può continuare a disporre dei permessi precedentemente assegnati.

Queste identità rappresentano un **rischio per la sicurezza** perché combinano assenza di controllo, **permessi potenzialmente non più necessari** e scarsa visibilità sulle attività. Un account non correttamente disattivato può infatti diventare un **punto di accesso alle risorse aziendali e ai dati sensibili**, aumentando il rischio di utilizzi impropri da parte di ex dipendenti o soggetti esterni.

### Come si creano gli account orfani nei sistemi aziendali?

Gli account orfani sono spesso il risultato di una **gestione non coordinata del ciclo di vita degli utenti**. Uno dei casi più comuni si verifica quando l’uscita di un dipendente non viene comunicata tempestivamente ai team IT o quando la disattivazione degli account deve essere effettuata manualmente su numerosi sistemi e applicazioni.

Il problema può manifestarsi anche in occasione di **cambi di ruolo, riorganizzazioni aziendali o trasferimenti interni**, quando i vecchi permessi non vengono rimossi e si accumulano nel tempo. Altri casi riguardano collaboratori, consulenti e fornitori ai quali vengono assegnati **account temporanei** che non vengono revocati alla scadenza del rapporto. Anche **migrazioni di sistemi, fusioni e acquisizioni** possono contribuire alla permanenza di account non più associati a utenti attivi, soprattutto quando le diverse infrastrutture non vengono correttamente allineate.

[![](https://www.e-time.it/wp-content/uploads/2024/12/banner_sito.webp "banner_sito")](https://www.keycloak-saas.com/)

### Qual è la differenza tra account orfani, inattivi e disabilitati?

Sebbene possano sembrare situazioni simili, **account orfani, inattivi e disabilitati** descrivono condizioni differenti:

-   **Account orfano:** è ancora presente e potenzialmente attivo in un sistema, ma non è più associato a una persona o a un responsabile che abbia un ruolo attuale nell’organizzazione.
-   **Account inattivo:** appartiene a un utente identificabile, ma non viene utilizzato da un periodo prolungato. L’utente, tuttavia, può essere ancora parte dell’organizzazione.
-   **Account disabilitato:** è stato esplicitamente sospeso o disattivato e non dovrebbe quindi consentire l’accesso. Se la disabilitazione non viene completata correttamente, però, possono rimanere processi o autorizzazioni attive, dando origine al cosiddetto **account zombie**.

Distinguere queste situazioni è importante per **stabilire quale intervento adottare** e valutare correttamente il livello di rischio associato a ciascun account.

### Quali rischi comportano gli account orfani per la cybersecurity?

La presenza di account orfani può aumentare significativamente la **superficie di attacco** di un’organizzazione. Account ancora dotati di credenziali e autorizzazioni possono infatti essere sfruttati per ottenere **accessi non autorizzati** e raggiungere dati o sistemi aziendali, con possibili conseguenze economiche, operative e reputazionali.

Il rischio riguarda anche la **conformità normativa**, poiché una gestione non adeguata degli accessi può creare criticità rispetto a requisiti previsti da normative e standard come GDPR, SOX e HIPAA. A questo si aggiungono le difficoltà durante gli audit, la necessità di dedicare risorse al controllo di account non più necessari e il rischio di **insider threat**, soprattutto quando le credenziali appartengono a ex dipendenti o collaboratori.

Gli account orfani possono inoltre essere sfruttati dagli attaccanti come **punti di ingresso poco visibili**. Tecniche come **credential stuffing e password guessing**, oppure l’utilizzo di credenziali già compromesse.

### Come identificare e prevenire gli account orfani con i sistemi IAM?

I sistemi **IAM e IGA** possono individuare gli account orfani attraverso processi automatizzati di **riconciliazione**, confrontando gli account presenti nelle directory e nelle applicazioni con i dati dell’azienda, come quelli provenienti dal sistema HR. Quando viene rilevato un account attivo associato a un’identità non più presente o attiva, il sistema può segnalarlo e avviare procedure di verifica, disabilitazione o rimozione.

La prevenzione si basa invece sull’automazione del **ciclo di vita delle identità (Joiner-Mover-Leaver)**, collegando i processi HR all’infrastruttura IT affinché ogni variazione relativa a un dipendente si rifletta tempestivamente sui suoi accessi.

[**Provisioning e deprovisioning**](https://www.e-time.it/provisioning-deprovisioning-utenti/index.md), insieme a **RBAC, principio del least privilege e gestione degli account temporanei**, permettono di mantenere aggiornati gli accessi. Funzionalità come **SSO e MFA** contribuiscono inoltre a rafforzare la sicurezza e a ridurre il rischio legato alle credenziali inutilizzate.

### Come IAM e IGA automatizzano provisioning e deprovisioning?

I [**sistemi IAM e IGA**](https://www.e-time.it/identity-management/index.md) automatizzano la gestione del ciclo di vita delle identità, riducendo gli interventi manuali e il rischio di account orfani. Attraverso l’integrazione con sistemi HR, directory e applicazioni, possono attivare flussi di lavoro automatici per la **creazione, modifica e revoca degli accessi**, assegnando agli utenti i permessi necessari in base al ruolo e rimuovendoli quando non sono più autorizzati.

[**Yookey**](https://www.e-time.it/keycloak-iam-software-e-auth/index.md), basata su Keycloak, si integra nativamente con [**YooPoint**](https://www.e-time.it/yoopoint/index.md), la soluzione IGA di E-time, per supportare la gestione del ciclo di vita delle identità e degli accessi. Questa integrazione permette di coordinare i processi di **provisioning e deprovisioning**, contribuendo a garantire che gli accessi vengano assegnati e revocati in modo coerente e tempestivo.

[Scopri YooPoint, la soluzione IGA di E-time](https://www.e-time.it/contatti/index.md)

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[![Provisioning e Deprovisioning Utenti](https://www.e-time.it/wp-content/uploads/2026/07/provisioning_deprovisioning-1170x700.webp)](https://www.e-time.it/provisioning-deprovisioning-utenti/index.md)

Luglio 28, 2026by [user](https://www.e-time.it/author/carla/index.md)[News](https://www.e-time.it/category/news/index.md)[Web](https://www.e-time.it/category/web/index.md)

## [Cos’è il provisioning e deprovisioning utenti e come automatizzarlo](https://www.e-time.it/provisioning-deprovisioning-utenti/index.md)

**INDICE**

1.  [Cos’è il provisioning utenti?](#cosa)
2.  [Cos’è il deprovisioning utenti?](#qualefunzione)
3.  [Provisioning e deprovisioning: quali sono le differenze?](#iga)
4.  [Come funziona il provisioning automatico degli account](#comp)
5.  [Provisioning e deprovisioning: esempi pratici di utilizzo](#esempio)
6.  [Provisioning utenti, Single Sign-On e Identity Governance: come lavorano insieme in Yookey](#inte)

## Cos'è il provisioning utenti?

Il **provisioning degli utenti** è il processo di **creazione, configurazione e gestione delle identità e degli account utente** all’interno dei sistemi, dei dispositivi e delle reti di un’organizzazione.

Questa pratica è fondamentale per garantire che dipendenti, collaboratori o partner ottengano tempestivamente le **autorizzazioni e i privilegi di accesso appropriati** per utilizzare le risorse aziendali necessarie al loro lavoro,,. Spesso, il provisioning si basa sull’**assegnazione automatica dei [permessi in base al ruolo (RBAC)](https://www.keycloak-saas.com/role-based-access-control)**[.](https://www.e-time.it/category/web/_wp_link_placeholder.index.md)

### Cos'è il deprovisioning utenti?

Il **deprovisioning** è il processo opposto, ovvero la **revoca dei permessi di accesso**, unita alla disattivazione o all’eliminazione degli account. Avviene tipicamente quando un dipendente lascia l’azienda, cambia dipartimento o semplicemente non necessita più di determinati privilegi per svolgere le sue mansioni.

L’obiettivo del deprovisioning è **garantire che le risorse aziendali rimangano protette**, prevenendo **accessi indesiderati** da parte di personale non più autorizzato,.

### Provisioning e deprovisioning: quali sono le differenze?

La differenza principale risiede nel loro **scopo all’interno del ciclo di vita dell’utente**: il provisioning si concentra sull’**abilitazione e sulla produttività**, creando le identità e distribuendo gli strumenti necessari affinché una persona possa iniziare a lavorare.

Il deprovisioning, invece, ha uno scopo prettamente legato alla **sicurezza informatica e alla protezione dei dati**, rimuovendo quegli stessi privilegi e chiudendo le porte d’accesso al sistema quando il rapporto di lavoro termina o il ruolo cambia.

### Come funziona il provisioning automatico degli account

Il **provisioning automatico** sfrutta [**sistemi di gestione delle identità (IAM)**](https://www.e-time.it/identity-management/index.md) che dialogano direttamente con le directory aziendali o le piattaforme delle Risorse Umane (HR). Quando si verifica un evento, come l’inserimento di un nuovo dipendente nel gestionale HR, il sistema applica automaticamente regole predefinite e **protocolli standardizzati come SCIM** per creare account, assegnare permessi in base al ruolo dell’utente e aggiornarli in modo sincronizzato su tutte le app aziendali, senza intervento manuale.

L’automazione porta enormi benefici in termini di **sicurezza, efficienza operativa e risparmio economico**. Automatizzando questi processi, le aziende eliminano i **ritardi e gli errori umani** tipici delle configurazioni manuali, permettendo ai team IT di concentrarsi su attività a maggior valore aggiunto,. Sul fronte della sicurezza, si garantisce un’**applicazione coerente delle policy aziendali** e la certezza matematica che gli accessi vengano revocati immediatamente all’uscita di un dipendente, facilitando così anche il **rispetto delle normative**.

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### Provisioning e deprovisioning: esempi pratici di utilizzo

Un esempio pratico è l’ingresso di un marketing manager: il sistema gli assegna in automatico le credenziali per i software di gestione CRM e di analisi, mentre a un analista finanziario abilita l’accesso ai database contabili.

Un altro esempio interessante è il **provisioning Just-In-Time (JIT)**, dove l’account per un’app cloud non viene creato preventivamente, ma generato dinamicamente al primo tentativo di accesso tramite **Single Sign-On (SSO)** sfruttando standard come **SAML**. Nel deprovisioning, un esempio è la **disattivazione immediata e simultanea** di VPN, e-mail e software SaaS non appena il sistema HR registra la fine del contratto di un collaboratore.

### Provisioning utenti, Single Sign-On e Identity Governance: come lavorano insieme in Yookey

Questi tre strumenti compongono un **ecosistema completo per la sicurezza delle identità**. Il provisioning agisce per primo, creando e disattivando operativamente gli account sui vari sistemi. Il **Single Sign-On (SSO)** interviene poi per l’autenticazione, permettendo agli utenti di accedere con un unico login a tutte le applicazioni autorizzate.

[**Yookey**](https://www.keycloak-saas.com/), la piattaforma **IAM basata su Keycloak**, integra funzionalità di **Single Sign-On (SSO), Multi-Factor Authentication (MFA)** e federazione delle identità, consentendo di centralizzare la gestione degli accessi.

Infine, le piattaforme di **Identity Governance and Administration (IGA)** vigilano sull’intero ciclo di vita delle identità, offrendo report di conformità, revisioni degli accessi e applicando politiche come la [**Separation of Duties (SoD)**.](https://www.keycloak-saas.com/segregation-of-duties-sod)

[**YooPoint**](https://www.e-time.it/yoopoint/index.md) completa questo ecosistema, automatizzando la **governance delle identità, dei ruoli e delle autorizzazioni** per garantire **sicurezza e conformità**.

[Scopri Yookey, la soluzione IAM di E-time](https://www.e-time.it/contatti/index.md)

[Scopri Yookey](https://www.keycloak-saas.com/)

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[Read More](https://www.e-time.it/provisioning-deprovisioning-utenti/index.md)

[![Onboarding e Offboarding utenti](https://www.e-time.it/wp-content/uploads/2026/06/onboarding_offboarding_aziendale-1170x700.webp)](https://www.e-time.it/onboarding-offboarding-identity-lifecycle/index.md)

Giugno 26, 2026by [user](https://www.e-time.it/author/carla/index.md)[News](https://www.e-time.it/category/news/index.md)[Web](https://www.e-time.it/category/web/index.md)[Yookey](https://www.e-time.it/category/yookey/index.md)[YooPoint](https://www.e-time.it/category/yoopoint/index.md)

## [Onboarding e Offboarding utenti: come automatizzare l’Identity Lifecycle Management](https://www.e-time.it/onboarding-offboarding-identity-lifecycle/index.md)

**INDICE**

1.  [Onboarding utenti: cos’è e perché è fondamentale per la produttività](#cosa)
2.  [Identity Lifecycle Management: gestione completa del ciclo di vita delle identità](#qualefunzione)
3.  [Offboarding utenti: la fase più critica per la sicurezza informatica](#iga)
4.  [Come automatizzare onboarding e offboarding degli utenti](#comp)
5.  [Benefici dell’automazione del ciclo di vita delle identità](#id)
6.  [Software IGA: governance delle identità e automazione avanzata](#ruolo)
7.  [Yookey IAM e YooPoint IGA: piattaforma integrata di governance delle identità](#inte)

## Onboarding utenti: cos’è e perché è fondamentale per la produttività

L’**onboarding utenti** rappresenta la **fase iniziale del ciclo di vita delle identità digitali**. Durante questo processo viene creata l’identità del nuovo collaboratore e vengono assegnati gli **accessi necessari** per svolgere le proprie attività operative fin dal primo giorno di lavoro.

Quando l’onboarding viene **gestito manualmente**, le organizzazioni possono incontrare **numerose difficoltà**: **ritardi nell’attivazione degli account, errori nella configurazione dei permessi, attività ripetitive** per il reparto IT e mancanza di standardizzazione. Queste inefficienze rallentano l’inserimento dei nuovi dipendenti e ne limitano la produttività, generando costi operativi e disservizi interni.

### Identity Lifecycle Management: gestione completa del ciclo di vita delle identità

L’**Identity Lifecycle Management (ILM)** comprende l’insieme dei processi che governano la creazione, l’aggiornamento e la dismissione delle identità digitali all’interno di un’organizzazione.

La gestione del ciclo di vita degli utenti include l’**assegnazione degli accessi**, la modifica dei privilegi, le verifiche periodiche di conformità e la **revoca delle autorizzazioni** al termine del rapporto di lavoro.

Un approccio strutturato all’**Identity Lifecycle Management** consente di mantenere allineati ruoli aziendali, permessi e policy di sicurezza durante tutte le fasi del ciclo di vita.

### Offboarding utenti: la fase più critica per la sicurezza informatica

L’**offboarding** rappresenta il momento conclusivo del ciclo di vita delle identità ed è spesso considerato uno dei processi più delicati dal punto di vista della **cybersecurity**.

Una gestione inefficace della disattivazione degli account può lasciare attivi utenti, credenziali e privilegi non più necessari. Questi account inutilizzati, spesso definiti **account orfani**, costituiscono un potenziale punto di ingresso per **accessi non autorizzati** e violazioni dei dati.

Automatizzare la **revoca degli accessi** consente di eliminare tempestivamente privilegi, appartenenze ai gruppi e licenze software, riducendo significativamente il rischio di esposizione e migliorando il controllo sugli asset digitali aziendali.

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### Come automatizzare onboarding e offboarding degli utenti

L’automazione del ciclo di vita delle identità si basa sull’integrazione tra **sistemi HR**, directory aziendali e piattaforme di gestione delle identità.

Quando un nuovo dipendente viene registrato nel sistema HR, i **workflow automatizzati** possono **creare immediatamente l’identità digitale**, assegnare il ruolo corretto e attivare gli account necessari sulle applicazioni aziendali. Allo stesso modo, in caso di cessazione del rapporto di lavoro, il sistema può revocare automaticamente gli **accessi**, rimuovere le autorizzazioni e recuperare le licenze assegnate.

Questo approccio elimina gran parte delle attività manuali, accelera i processi e garantisce una gestione coerente delle policy aziendali.

#### Perché la gestione manuale del ciclo di vita utenti non è più sostenibile

Molte organizzazioni continuano a gestire onboarding, modifiche degli accessi e offboarding attraverso attività manuali, fogli di calcolo o procedure non standardizzate. Questo approccio aumenta il rischio di **errori umani** e rende difficile mantenere una visione aggiornata delle autorizzazioni assegnate agli utenti.

La **diffusione di applicazioni cloud** e fenomeni come lo **Shadow IT** rendono inoltre sempre più complesso monitorare tutti gli accessi attivi. Di conseguenza, **licenze inutilizzate, permessi eccessivi e account dimenticati tendono ad accumularsi** nel tempo, generando inefficienze operative, criticità di sicurezza e problemi durante gli audit di conformità.

### Benefici dell’automazione del ciclo di vita delle identità

Automatizzare la gestione delle identità offre vantaggi concreti:

-   **riduzione delle attività manuali** per il reparto IT
-   **accelerazione dei processi di onboarding e offboarding**
-   **maggiore controllo sugli accessi aziendali**
-   applicazione del **principio del privilegio minimo**
-   **riduzione del rischio di accessi non autorizzati**
-   ottimizzazione dei costi delle licenze software
-   audit trail completi per compliance

### Software IGA: governance delle identità e automazione avanzata

Le piattaforme di [**Identity Governance and Administration (IGA)**](https://www.e-time.it/cos-e-identity-governance-administration-iga/index.md) permettono di controllare e governare l’intero ecosistema delle identità digitali, garantendo che ogni utente disponga esclusivamente degli **accessi** necessari alle proprie mansioni.

I software IGA automatizzano attività fondamentali come l’**assegnazione dei permessi**, le campagne di revisione degli accessi, le certificazioni periodiche e il controllo della conformità normativa. Grazie a modelli basati sul **Role-Based Access Control (RBAC)**, le autorizzazioni vengono assegnate in modo coerente in base al ruolo aziendale.

Le soluzioni più evolute integrano inoltre funzionalità di intelligenza artificiale e analisi comportamentale per individuare anomalie, rilevare privilegi eccessivi e suggerire automaticamente i diritti di accesso più appropriati.

### Yookey IAM e YooPoint IGA: piattaforma integrata di governance delle identità

Per ottenere un controllo completo sul ciclo di vita delle identità digitali è essenziale integrare le funzionalità di [**Identity Access Management (IAM)**](https://www.e-time.it/identity-management/index.md) e **Identity Governance and Administration (IGA)**. In questo scenario, **[Yookey IAM](https://www.e-time.it/keycloak-iam-software-e-auth/index.md)** e [**YooPoint IGA**](https://www.e-time.it/yoopoint/index.md) lavorano in sinergia: il primo gestisce autenticazione, **SSO**, **MFA** e accesso alle applicazioni aziendali, mentre il secondo si occupa di ruoli, autorizzazioni, processi di approvazione e **compliance**.

L’integrazione tra le due piattaforme consente di automatizzare l’intero **identity lifecycle**, dall’onboarding all’offboarding, garantendo accessi sempre coerenti con i ruoli aziendali. Questo approccio riduce i rischi di accessi non autorizzati, migliora la compliance e semplifica la gestione delle identità in un unico ecosistema sicuro e scalabile.

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[Read More](https://www.e-time.it/onboarding-offboarding-identity-lifecycle/index.md)

[![Che cos'è Identity Governance and Administration (IGA) Software](https://www.e-time.it/wp-content/uploads/2026/06/iga-software--1170x700.webp)](https://www.e-time.it/cos-e-identity-governance-administration-iga/index.md)

Giugno 4, 2026by [user](https://www.e-time.it/author/carla/index.md)[News](https://www.e-time.it/category/news/index.md)[Web](https://www.e-time.it/category/web/index.md)

## [Cos’è l’Identity Governance and Administration (IGA) e come funziona nella gestione delle identità digitali](https://www.e-time.it/cos-e-identity-governance-administration-iga/index.md)

**INDICE**

1.  [Cos’è l’Identity Governance and Administration (IGA): definizione completa](#cosa)
2.  [Identity Governance and Administration (IGA): obiettivi e casi d’uso in azienda](#qualefunzione)
3.  [Perché l’IGA è fondamentale nella gestione delle identità digitali e della sicurezza IT](#iga)
4.  [Quali sono le componenti di un sistema IGA: identity lifecycle, ruoli, policy e controllo accessi](#comp)
5.  [Identity Lifecycle Management: provisioning, aggiornamento e dismissione degli utenti](#id)
6.  [Come IGA e IAM lavorano insieme nella gestione delle identità digitali](#ruolo)
7.  [Integrazione tra YooPoint IGA e Yookey IAM: governance e gestione degli accessi](#inte)

## Cos’è l’Identity Governance and Administration (IGA): definizione completa

**L’Identity Governance and Administration (IGA)** è l’**insieme di processi, regole** e **tecnologie** che consentono alle organizzazioni di governare in modo efficace le **identità digitali** e i relativi **diritti di accesso** ai sistemi aziendali. Il suo obiettivo è garantire che ogni utente disponga esclusivamente delle autorizzazioni necessarie per svolgere le proprie attività, nel rispetto delle **politiche di sicurezza** e dei requisiti normativi.

Le **piattaforme IGA** combinano due aspetti complementari: da un lato la **governance delle identità**, che assicura controllo, visibilità e conformità; dall’altro l’**amministrazione delle identità**, che gestisce operativamente attività come la creazione degli account, l’assegnazione dei permessi e la loro revoca.

### Identity Governance and Administration (IGA): obiettivi e casi d’uso in azienda

L’**IGA** nasce dall’esigenza di controllare in modo strutturato chi può accedere alle **risorse aziendali**, quali autorizzazioni possiede e per quanto tempo tali autorizzazioni rimangono valide. Questo approccio permette di ridurre i **rischi legati agli accessi impropri**, aumentare la tracciabilità delle operazioni e migliorare la **sicurezza informatica** dell’organizzazione.

Le soluzioni IGA trovano applicazione in **numerosi settori**. In **ambito sanitario** aiutano a proteggere **dati sensibili e cartelle cliniche**; nel settore finanziario consentono di monitorare **privilegi e conflitti di ruolo**; nelle organizzazioni che utilizzano **servizi cloud** e **applicazioni SaaS** facilitano la gestione automatizzata degli accessi su ambienti complessi e distribuiti.

### Perché l’IGA è fondamentale nella gestione delle identità digitali e della sicurezza IT

La crescente diffusione di **ambienti cloud**, infrastrutture ibride e applicazioni distribuite ha reso sempre più difficile gestire manualmente utenti, ruoli e autorizzazioni. In questo contesto, un **sistema IGA** consente di mantenere il **controllo centralizzato degli accessi** e di ridurre il rischio di esposizione delle risorse aziendali.

L’adozione di politiche basate sul **principio del minimo privilegio** permette infatti di assegnare a ciascun utente soltanto i permessi realmente necessari, limitando la possibilità che account compromessi o configurazioni errate possano diventare un **vettore di attacco** per l’organizzazione.

### Quali sono le componenti di un sistema IGA: identity lifecycle, ruoli, policy e controllo accessi

Una **piattaforma IGA** si basa su diversi elementi che lavorano in modo coordinato per garantire il **controllo delle identità digitali**. Tra questi rientrano la **gestione del ciclo di vita degli utenti**, la definizione dei ruoli aziendali, l’applicazione delle **policy di accesso** e le attività di revisione periodica delle autorizzazioni.

Particolare importanza assumono modelli come il [**Role-Based Access Control (RBAC)**](https://www.keycloak-saas.com/abac-e-rbac), che consente di assegnare i permessi in base al ruolo ricoperto, e la **Separation of Duties (SoD)**, utilizzata per evitare situazioni in cui un singolo utente possa accumulare **privilegi incompatibili** tra loro.

### Identity Lifecycle Management: provisioning, aggiornamento e dismissione degli utenti

La **gestione del ciclo di vita delle identità** accompagna l’utente in tutte le fasi della sua permanenza all’interno dell’organizzazione, dalla creazione dell’account fino alla sua disattivazione.

In fase di **onboarding**, il sistema IGA può automatizzare la creazione degli account e l’assegnazione dei permessi in base al ruolo aziendale. Durante il percorso lavorativo, eventuali cambi di mansione o struttura organizzativa vengono gestiti aggiornando in modo dinamico autorizzazioni e attributi, mantenendo sempre coerenza con le policy aziendali.

Parallelamente, l’**automazione dei processi IGA** consente di eliminare molte attività manuali legate alla gestione degli accessi, grazie a **workflow** e regole predefinite che regolano approvazioni, assegnazioni e revoche dei privilegi. Questo approccio garantisce **maggiore efficienza operativa**, riduce il rischio di errori umani e assicura che ogni modifica agli accessi venga applicata in modo tempestivo e controllato lungo tutto il **ciclo di vita dell’identità**.

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### Come IGA e IAM lavorano insieme nella gestione delle identità digitali

Sebbene svolgano funzioni diverse, **Identity Governance and Administration (IGA)** e **Identity and Access Management (IAM)** sono tecnologie complementari che lavorano insieme per garantire una **gestione sicura delle identità digitali**.

Le soluzioni IAM si occupano degli aspetti operativi degli accessi, come autenticazione, autorizzazione, **Single Sign-On (SSO)** e gestione delle credenziali, mentre l’IGA introduce un livello di governance che verifica la correttezza, la conformità e la coerenza delle autorizzazioni assegnate agli utenti.

Integrando IGA e IAM, le organizzazioni possono **centralizzare il controllo delle identità**, automatizzare i processi di provisioning e applicare policy di sicurezza uniformi su sistemi cloud e applicazioni aziendali, migliorando **sicurezza**, **compliance** e **tracciabilità degli accessi**.

### Integrazione tra YooPoint IGA e Yookey IAM: governance e gestione degli accessi

L’integrazione tra [**YooPoint**](https://www.e-time.it/yoopoint/index.md), la soluzione di **Identity Governance and Administration (IGA)**, e [**Yookey**](https://www.e-time.it/keycloak-iam-software-e-auth/index.md), la piattaforma **Identity and Access Management (IAM)** basata su **Keycloak**, consente di unificare **governance e gestione operativa delle identità digitali** all’interno di un unico ecosistema. In questo modello, Yoopoint governa **ruoli, autorizzazioni e processi di approvazione degli accessi**, mentre Yookey si occupa dell’autenticazione degli utenti e dell’applicazione delle policy di accesso attraverso funzionalità come **Single Sign-On (SSO)**, **Multi-Factor Authentication (MFA)** e **federazione delle identità**.

La connessione tra le due piattaforme permette di automatizzare l’intero **ciclo di vita delle identità**, dalla creazione degli account all’assegnazione dei permessi fino alla loro revoca.

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[![YooPoint: la nuova soluzione IGA della suite E-time per la governance delle identità](https://www.e-time.it/wp-content/uploads/2026/05/Copertina-lancio-YooPoint-1170x700.webp)](https://www.e-time.it/yoopoint-soluzione-iga-governance-identita/index.md)

Maggio 7, 2026by [user](https://www.e-time.it/author/carla/index.md)[News](https://www.e-time.it/category/news/index.md)[Web](https://www.e-time.it/category/web/index.md)

## [YooPoint: la nuova soluzione IGA della suite E-time per la governance delle identità](https://www.e-time.it/yoopoint-soluzione-iga-governance-identita/index.md)

**INDICE**

1.  [Cos’è YooPoint, soluzione di Identity Governance](#cosa)
2.  [Le principali funzionalità della Soluzione IGA](#qualefunzione)
3.  [YooPoint: perché scegliere una soluzione IGA e quali vantaggi offre](#sistemidiiam)
4.  [YooPoint: soluzione IGA per Comuni e Pubblica Amministrazione](#PA)
5.  [IGA & IAM: due livelli complementari](#ruolo)

La **gestione delle identità digitali** e degli **accessi aziendali** è oggi un elemento fondamentale per sicurezza, compliance e organizzazione interna.

Per questo motivo, la **suite E-time** introduce **YooPoint**, la nuova **soluzione IGA (Identity Governance and Administration)** progettata per semplificare la **gestione di utenti, autorizzazioni e accessi aziendali**.

## Cos’è YooPoint, soluzione di Identity Governance

**YooPoint** è una **soluzione IGA** sviluppata per **gestire in modo centralizzato identità, autorizzazioni e accessi aziendali.**

La piattaforma consente di:

-   gestire utenti e credenziali;
-   controllare **autorizzazioni e permessi**;
-   monitorare accessi e transiti;
-   automatizzare **processi di accredito** e **onboarding**;
-   migliorare **sicurezza e tracciabilità**.

### Le principali funzionalità della Soluzione IGA

#### Governance delle identità

YooPoint supporta le aziende nella **gestione strutturata delle identità digitali**, semplificando il controllo di ruoli, permessi e autorizzazioni.

#### Gestione degli accessi aziendali

La soluzione IGA consente di **monitorare ingressi, accessi e attività degli utenti,** migliorando **sicurezza e controllo operativo**.

#### Automazione dei processi e Integrazione con i sistemi aziendali

YooPoint **automatizza diverse attività** legate alla **gestione degli accessi**, riducendo operazioni manuali e tempi di gestione.

La piattaforma può integrarsi con **sistemi di controllo accessi e infrastrutture IT** già presenti in azienda, favorendo una **gestione centralizzata delle identità.**

### YooPoint: perché scegliere una soluzione IGA e quali vantaggi offre

YooPoint nasce per supportare le aziende nella **digitalizzazione dei processi** **di controllo accessi**, **governance delle identità** e **gestione dei visitatori**, offrendo una **piattaforma moderna, centralizzata e integrabil**e con l’infrastruttura esistente.

Con YooPoint, le aziende possono:

-   migliorare la **governance delle identità digitali**;
-   aumentare la **sicurezza degli accessi**;
-   **centralizzare autorizzazioni** e permessi;
-   semplificare i **processi di onboarding**;
-   ridurre **attività manuali e inefficienze operative**.

### YooPoint: soluzione IGA per Comuni e Pubblica Amministrazione

YooPoint è la **soluzione IGA** ideale per **supportare la Pubblica Amministrazione** nella **gestione centralizzata delle identità digitali** e degli accessi ai sistemi informativi. **Comuni, enti pubblici e organizzazioni multi-sede** possono semplificare il controllo di utenti, ruoli e autorizzazioni, migliorando sicurezza, compliance e tracciabilità delle attività.

Grazie all’automazione dei processi di provisioning e gestione degli accessi, YooPoint **aiuta gli enti pubblici** a ridurre attività manuali, limitare errori operativi e ottimizzare la governance delle identità digitali, favorendo una maggiore continuità operativa e un **migliore controllo degli accessi ai servizi della PA.**

### IGA & IAM: due livelli complementari

La soluzione **IGA (Identity Governance and Administration)** di YooPoint **si integra** completamente con [**Yookey**](https://www.e-time.it/keycloak-iam-software-e-auth/index.md), il **software di Identity & Access Management (IAM)** della famiglia E-time.

L’**integrazione tra IGA e IAM** consente alle aziende di **gestire in modo centralizzato** sia la **governance delle identità digitali** e delle autorizzazioni, sia i **processi di autenticazione e controllo degli accessi**.

In questo modo è possibile **migliorare sicurezza, compliance e tracciabilità**, semplificando al tempo stesso la **gestione operativa degli utenti** e dei **permessi aziendali**.

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[![Vantaggi della RAG per l’AI aziendale: applicazioni pratiche](https://www.e-time.it/wp-content/uploads/2026/04/Approfondimento-RAG-1170x700.webp)](https://www.e-time.it/vantaggi-rag-ai-applicazioni/index.md)

Aprile 1, 2026by [user](https://www.e-time.it/author/carla/index.md)[News](https://www.e-time.it/category/news/index.md)[Web](https://www.e-time.it/category/web/index.md)

## [Vantaggi della RAG per l’AI aziendale: applicazioni pratiche](https://www.e-time.it/vantaggi-rag-ai-applicazioni/index.md)

**INDICE**

1.  [Vantaggi della RAG nei Sistemi di Intelligenza Artificiale Aziendali](#cosa)
2.  [Scalabilità e aggiornamento continuo delle fonti RAG](#qualefunzione)
3.  [Applicazioni pratiche della RAG: combinazione con Agenti AI](#sistemidiiam)
4.  [Margot, l’Agente AI della suite E-time](#ruolo)

## Vantaggi della RAG nei Sistemi di Intelligenza Artificiale Aziendali

La **[Retrieval-Augmented Generation (RAG)](https://www.e-time.it/rag-come-il-retrieval-augmented-generation-potenzia-lintelligenza-artificiale/index.md)** potenzia i **sistemi di Intelligenza Artificiale** aziendali combinando le capacità avanzate dei **modelli linguistici generativi (LLM)** con l’**accesso diretto a fonti di dati esterne**. Questo approccio consente alle aziende di ottenere un’**AI altamente personalizzata**, in grado di fornire risposte precise, pertinenti e contestualizzate.

Inoltre, la **RAG** estende le **competenze del modello a domini specifici** dell’azienda, offrendo una **soluzione scalabile ed economica**, senza la necessità di lunghi e costosi riaddestramenti del modello di base.

Tra i **principali vantaggi** della Rag ritroviamo:

-   **Risposte aggiornate in tempo reale**: collega l’LLM a database, feed e API, garantendo informazioni sempre fresche e pertinenti.
-   **Riduzione delle “allucinazioni”**: la RAG limita la generazione di informazioni inesatte, basandosi su documenti e dati verificati per output affidabili e tracciabili.
-   **Maggiore affidabilità e fiducia**: cita le fonti dei dati, aumentando trasparenza e credibilità, essenziale in settori critici come finanza, legale e sanitario.

### Scalabilità e aggiornamento continuo delle fonti RAG

La **RAG** è **altamente scalabile;** aggiungere nuove conoscenze non richiede modifiche al modello generativo. Basta aggiornare i **documenti nel database** vettoriale in modo asincrono o in tempo reale.

L’**aggiornamento degli embedding** consente all’azienda di far evolvere la base di conoscenza insieme alle **proprie esigenze di business**, senza interrompere l’operatività.

### Applicazioni pratiche della RAG: combinazione con Agenti AI

La **RAG** si distingue per la sua **flessibilità**, rendendola adatta a molteplici contesti aziendali:

-   [**Customer support**](https://www.e-time.it/chatbot-ai-sistemi-ticketing/index.md): potenzia **chatbot, assistenti virtuali** e **Agenti AI**, gestendo **richieste complesse** e fornendo **risposte precise** basate su manuali, policy aziendali e dati in tempo reale.
-   **Documentazione interna:** crea knowledge base per supportare i dipendenti in procedure HR, IT o altre attività operative.
-   **Analisi dati:** velocizza l’**estrazione di insight da archiv**i non strutturati, facilitando decisioni rapide e informate.

Quando la **RAG** viene **integrata con un Agente AI,** questo può accedere autonomamente a dati proprietari, privati o di nicchia, sfruttando la RAG per ragionare e fornire **risposte basate** su un **contesto estremamente approfondito** e **personalizzato**. Questo approccio migliora notevolmente l’interazione e l’esperienza dell’utente, offrendo risposte più accurate, pertinenti e contestualizzate.

### Margot, l’Agente AI della suite E-time

[**Margot**](https://www.e-time.it/margot-ai/index.md) è l’**Agente AI** progettata per ottimizzare il customer service e il supporto interno alle aziende, sfruttando appieno la **tecnologia RAG** per **superare i limiti dei sistemi AI tradizionali.**  
Grazie a strumenti avanzati come **classificatori intelligenti**, **assistenti virtuali** e integrazione con la **knowledge base aziendale**, Margot è **in grado di fornire risposte precise e automatizzate** su più canali, migliorando l’efficienza e la qualità del supporto.

Un ulteriore **punto di forza** di Margot è la **sicurezza:** la piattaforma garantisce il **rispetto della privacy** e la **piena conformità al GDPR**, proteggendo le informazioni sensibili e assicurando che i dati aziendali non vengano mai utilizzati per **addestrare i modelli linguistici.**

Scopri l'Agente AI Margot di E-time e gli altri servizi disponibili

[Scopri Margot](https://www.margot-ai.com/)

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[![Guida alle novità di Apache Airflow 3.0](https://www.e-time.it/wp-content/uploads/2026/01/Apache-3.0-1170x700.webp)](https://www.e-time.it/apache-airflow-3-0/index.md)

Gennaio 29, 2026by [user](https://www.e-time.it/author/carla/index.md)[News](https://www.e-time.it/category/news/index.md)[Web](https://www.e-time.it/category/web/index.md)

## [Guida alle novità di Apache Airflow 3.0](https://www.e-time.it/apache-airflow-3-0/index.md)

**INDICE**

1.  [Architettura a servizi in Airflow 3.0 e Task Execution API](#cosa)
2.  [Edge Executor in Airflow: orchestrazione distribuita e esecuzione dei task](#qualefunzione)
3.  [DAG Versioning: gestione dei workflow in Airflow 3.0](#sistemidiiam)
4.  [Interfaccia utente rinnovata in Airflow](#ruolo)
5.  [Migrazione ad Airflow: compatibilità e strumenti](#migrazione)

La **versione 3.0 di Apache Airflow** segna un salto evolutivo significativo rispetto alle release precedenti.

Questo aggiornamento è pensato per rispondere alla **crescente esigenza di orchestrare workflow complessi** e si afferma come punto di riferimento per lo **sviluppo di soluzioni enterprise** basate su dati. **Principali aggiornamenti** introdotti:

## 1\. Architettura a servizi in Airflow 3.0 e Task Execution API

Un delle modifiche più significative riguarda la struttura interna del sistema: Airflow 3.0 evolve verso un’**architettura service-oriented** basata sui servizi, supportata dalla nuova **Task Execution Interface**. Grazie a un **API Server** dedicato, la logica di parsing dei DAG è separata dall’esecuzione dei task, **migliorando potenzialmente flessibilità e sicurezza**.

Questo design permette di eseguire **task in ambienti multi-cloud e ibridi**, offrendo SDK per task in diversi linguaggi, così da **definire ed eseguire pipeline** riducendo alcuni vincoli infrastrutturali.

### 2\. Edge Executor in Airflow: orchestrazione distribuita e esecuzione dei task

Per estendere l’orchestrazione al di fuori dei data center centrali, Airflow 3.0 introduce l’**Edge Executor (AIP-69)**, disponibile tramite un pacchetto provider.

Basato sulla **Task Execution Interface**, questo esecutore consente di eseguire pipeline su dispositivi remoti o “edge”, permettendo una gestione distribuita dei workflow su scala geografica. L’integrazione con l’**API Server** garantisce una gestione efficiente dei **task remoti all’interno dei DAG principali**.

### 3\. DAG Versioning: gestione dei workflow in Airflow 3.0

La nuova architettura introduce le **basi per associare le DAG run** a una rappresentazione **più stabile del codice e della struttura dei task** al momento dell’avvio, riducendo gli effetti dei cambiamenti applicati durante l’esecuzione.

Pur non essendo ancora un sistema di versioning nativo completo, questi miglioramenti permettono di **aumentare la stabilità delle pipeline** e pongono le fondamenta per una **gestione più controllata dei workflow** nel tempo.

### 4\. Interfaccia utente rinnovata in Airflow 3.0

La **UI (user interface)** di Airflow 3.0 è stata completamente ridisegnata sfruttando React e si appoggia a nuove **API REST realizzate** con FastAPI, garantendo un’**esperienza utente più veloce e intuitiva**.

La nuova interfaccia migliora l’**integrazione senza soluzione di continuità** **di workflow** basati sugli asset e workflow basati sui task, rimuovendo vincoli di navigazione e offrendo **strumenti avanzati** come la Grid View e la Graph View, rendendo la **piattaforma più reattiva e accessibile**.

### 5\. Migrazione ad Airflow: compatibilità e strumenti

Per agevolare l’aggiornamento, nonostante le modifiche architetturali, Airflow 3.0 mantiene la **retrocompatibilità per i DAG esistenti** grazie al Python TaskSDK.

La **transizione può essere effettuata gradualmente**: i team possono iniziare a lavorare sugli asset o testare l’esecuzione in ambienti Docker prima di passare in produzione.

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